Il terrore torna nelle piazze d’Europa, e questa volta nella placida Rynek Główny di Cracovia, uccidendo 6 passanti con un AR-15. Un’arma famigerata, nota alle cronache per essere lo strumento di morte prediletto dei mass shooter americani. Il fucile semiautomatico, è diventato negli Stati Uniti un simbolo tanto della cultura delle armi quanto delle battaglie per limitarne la diffusione.
Cosa sono gli AR-15
La storia dell’AR-15 comincia negli Stati Uniti degli anni Cinquanta. Progettato nell’ambito dell’attività della società ArmaLite, dalla quale deriva la sigla AR, il fucile è all’origine di una famiglia di armi che avrebbe conosciuto una straordinaria diffusione sul mercato civile americano. La sua versione civile più comune è semiautomatica: ogni pressione del grilletto provoca un singolo sparo, mentre il meccanismo provvede automaticamente a camerare il colpo successivo.
In Polonia, dove le norme sull’acquisto e sulla detenzione delle armi sono diverse da quelle americane, gli investigatori dovranno ricostruire la provenienza del fucile, le condizioni della sua acquisizione e le eventuali responsabilità nella catena dei controlli. Secondo RMF FM, il sospettato disponeva di un’autorizzazione per armi sportive.
Un’arma già nota nella cronaca nera europea
L’Europa ha già conosciuto la violenza di questa famiglia di fucili. Il precedente più significativo risale al 16 ottobre 2023, quando Abdesalem Lassoued uccise due tifosi svedesi a Bruxelles utilizzando un fucile di tipo AR-15.
Pochi mesi dopo, il 21 dicembre, un’altra strage sconvolse il continente: all’Università Carolina di Praga, David Kozák, uno studente di 24 anni assassinò quattordici persone, utilizzando un arsenale che comprendeva armi lunghe semiautomatiche. In quel caso, tuttavia, l’identificazione iniziale di un AR-15 non trovò conferme univoche, mentre altre ricostruzioni indicarono un AR-10.
E ancora, il 4 febbraio dello scorso anno, al Campus Risbergska di Örebro, in Svezia, Rickard Andersson uccise dieci persone prima di togliersi la vita. L’attentatore utilizzò un Browning BAR Long Track, fucile semiautomatico da caccia. La strage riaccese tuttavia il dibattito sul controllo delle armi, spingendo il governo svedese a proporre restrizioni anche sui fucili della famiglia AR-15, autorizzati per la caccia dal 2023.
Le stragi americane e gli AR-15
Negli Stati Uniti la letalità degli AR-15 è però legata soprattutto alle stragi scolastiche. Il 14 dicembre 2012, alla Sandy Hook Elementary School di Newtown, in Connecticut, Adam Lanza uccise venti bambini e sei adulti all’interno dell’istituto utilizzando un Bushmaster XM15-E2S, un fucile della famiglia AR-15. Quella mattina cambiò per sempre il dibattito americano sulla sicurezza nelle scuole.
Sei anni più tardi, il 14 febbraio 2018, un altro fucile della stessa famiglia, uno Smith & Wesson M&P15, venne utilizzato da Nikolas Cruz nella strage della Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida. Il bilancio fu di diciassette morti e altrettanti feriti.
E ancora, il 24 maggio 2022, a Uvalde, in Texas, Salvador Ramos entrò nella Robb Elementary School armato di un fucile semiautomatico della famiglia AR-15. Uccise diciannove bambini e due insegnanti.
Un altro capitolo particolarmente drammatico riguarda la strage di Las Vegas del 1° ottobre 2017. Stephen Paddock aprì il fuoco sulla folla che partecipava a un festival musicale dalla finestra di un albergo, provocando sessanta morti. Nell’arsenale utilizzato figuravano numerosi fucili della famiglia AR-15, alcuni modificati con dispositivi denominati bump stock, capaci di aumentare notevolmente la cadenza di fuoco.
