Vetrine sfondate, negozi saccheggiati, automobili delle forze dell’ordine devastate, pensiline danneggiate e arredi urbani distrutti. Milano si risveglia con i segni della guerriglia andata in scena ieri pomeriggio, quando la manifestazione contro il carovita si è trasformata in una battaglia urbana nel cuore della città. Da piazza Duomo a San Babila, passando per corso Vittorio Emanuele, il bilancio dei danni è pesantissimo. E mentre si cerca di quantificare il conto economico delle devastazioni, restano le immagini dei negozi presi d’assalto e delle strade trasformate in un campo di battaglia.
A pagare il prezzo più alto sono state soprattutto le attività commerciali. Il caso più eclatante è quello del Foot Locker nella zona di San Babila, dove un gruppo di giovani - diversi dei quali con il volto coperto - ha sfondato le vetrine a colpi di mazza e pietre, prima di fare irruzione nel punto vendita e saccheggiare la merce. Scene analoghe in corso Vittorio Emanuele, dove è stato preso di mira anche il negozio Nike, con la vetrina frantumata. Danni sono stati registrati pure alla Rinascente, mentre un altro esercizio commerciale della zona è stato svaligiato. Non è andata meglio al Decathlon di piazza Cairoli, finito nel mirino dei violenti. Nella Galleria Vittorio Emanuele II, invece, diversi negozi del lusso hanno abbassato le saracinesche, con clienti e dipendenti costretti a rimanere all’interno per ragioni di sicurezza.
La conta dei danni non si ferma alle vetrine dei negozi. In piazza Duomo è stata devastata un’automobile dei carabinieri, presa d’assalto e colpita con le transenne, fino allo sfondamento dei vetri. Danneggiati anche alcuni furgoni blindati delle forze dell’ordine. E poi i roghi, con barricate improvvisate utilizzando tavolini e sedie sottratti ai dehors dei locali. Incendi appiccati anche a un bagno chimico e ad alcuni materiali di cantiere, mentre biciclette del servizio di sharing sono finite tra le fiamme. Per spegnere gli incendi è stato necessario l’intervento degli idranti della polizia.
Devastazioni anche lungo le strade del centro, tra via Broletto, via Bossi, via Torino e via Speronari. Nel bilancio figurano pensiline dell’Atm danneggiate, vetrate infrante ai primi piani di alcuni palazzi storici, segnali stradali divelti, cestini e panchine distrutti. E ancora transenne utilizzate come arieti, tavolini rovesciati, detriti e cocci di vetro sparsi sull’asfalto. La guerriglia ha provocato anche la chiusura per ore delle fermate della metropolitana di Duomo, sulle linee M1 e M3.
Il bilancio provvisorio è di 25 feriti, tra cui dieci appartenenti alle forze dell’ordine, e circa sessanta persone fermate, quasi la metà minorenni. Numeri ancora suscettibili di aggiornamenti, così come la stima economica dei danneggiamenti. Il sindaco Beppe Sala ha condannato le violenze contro gli agenti e i gravi danni provocati alla città, definendoli ingiustificabili. “Sto facendo fare una verifica perché è giusto che privati e Comune cerchino di rivalersi rispetto a chi deve gestire l’ordine. Evidentemente i danni sono significativi”, le parole del sindaco Beppe Sala ai microfoni di Rtl 102.5: “Noi dobbiamo essere preparati: questi si organizzano in rete. Evidentemente non si riesce al momento, ma dobbiamo essere in grado di monitorare. E le forze dell’ordine, in queste manifestazioni, devono essere di più”.
Resta da capire quanto costerà rimettere tutto a posto. Perché ai danni subiti dai commercianti si aggiungono quelli al patrimonio pubblico, ai mezzi delle forze dell’ordine e agli arredi urbani. La guerriglia è finita, ma il conto delle devastazioni è ancora tutto da pagare.
