nostro inviato a Lima (Perù)
Jessica Rosval ha un sorriso grande come un quartiere della sterminata Lima. «Sto cercando di digerire tutto quello che mi sta succedendo». È lei, canadese di Montréal, classe 1985, la chef donna migliore del mondo per il lavoro che sta facendo al Gatto Verde, il ristorante di Casa Maria Luigia, la residenza pop-chic di Massimo Bottura e della moglie Lara Gilmore. Un successo clamoroso per una ragazza che nel 2013 arrivò in Italia dal Nord America per accompagnare il fidanzato che doveva fare un master alla Bocconi, si trovò dopo pochi giorni all’Osteria Francescana per una cena di compleanno ed ebbe l’ardire di chiedere a Bottura di lavorare lì. Una settimana di prova, l’assunzione e il viaggio che continua ancora oggi.
Jessica, domanda banale: se lo aspettava?
«Ma una persona non può aspettarsi una cosa del genere!».
Al Gatto Verde ha aperto nel 2023 ed è già al 24° posto al mondo
«È una bellissima storia ma sono anche consapevole che io appartengo alla Francescana family e che grazie a Massimo e a Lara è molto connessa alla comunità gastronomica internazionale, che ha voluto festeggiarli».
Quanto ci ha messo a entrare in connessione con la cucina italiana?
«Vede, io cucino come uno scrive lettere d’amore, oppure un giornale di viaggio. Mi sento sempre una viaggiatrice che da tredici anni ha la fortuna di scoprire un Paese meraviglioso. La cucina del Gatto Verde è molto narrativa, oggi il nostro menu trae spunto dalle antiche fiabe italiane che sono le prime storie trasmesse ai bambini e che da Nord a Sud raccontano la storia di un popolo incredibile, prima c’era stato un menù ispirato al Rinascimento. Voglio che i clienti si innamorino dell’Italia come ne sono innamorata io».
E Massimo e Lara?
«Sono due persone per cui non solo provo un grande senso di amicizia, ma anche un rispetto profondo. Hanno fatto grandi cose, hanno sempre difeso le idee giuste e hanno vinto tutto quello che potevano vincere e ora sono concentrati sulla nuova generazione di chef cresciuti all’Osteria, ci lasciano liberi di esprimere noi stessi, con fiducia e sostegno».
