Il Comando europeo degli Stati Uniti (USEUCOM) ha avviato una nuova campagna di sensibilizzazione e protezione del personale militare e civile dislocato in Europa, richiamando l’attenzione sui rischi derivanti da attività di sorveglianza, sabotaggio, intrusioni di droni e operazioni di influenza riconducibili alla guerra ibrida. L’iniziativa, denominata See Something, Do Something, punta a rafforzare le procedure di sicurezza individuale e collettiva, estendendo le misure di prevenzione anche ai familiari dei militari e agli spostamenti al di fuori delle installazioni. La decisione arriva in una fase caratterizzata da una maggiore attenzione delle autorità statunitensi e alleate verso le attività ostili che interessano infrastrutture strategiche, basi militari e reti di comunicazione europee.
Cosa sappiamo
La campagna dell’USEUCOM prevede un insieme di misure preventive rivolte alle comunità militari statunitensi presenti nel teatro europeo. Il personale è invitato a segnalare tempestivamente comportamenti sospetti, presenze non autorizzate e oggetti abbandonati, soprattutto in prossimità di installazioni militari, nodi ferroviari, aeroporti e luoghi caratterizzati da un’elevata concentrazione di persone. Le segnalazioni devono essere indirizzate alla polizia militare o alle autorità di sicurezza dei Paesi ospitanti.
Particolare attenzione viene riservata alla sicurezza informatica e alla protezione delle informazioni operative. Le disposizioni raccomandano la revisione delle impostazioni di riservatezza dei profili social, la disattivazione della geolocalizzazione automatica sui dispositivi mobili e sulle applicazioni sportive, oltre alla limitazione della pubblicazione d’informazioni relative a spostamenti, itinerari e attività del personale. Viene inoltre suggerita l’alternanza degli orari di percorrenza, dei tragitti casa-lavoro e delle abitudini quotidiane, così da ridurre la possibilità che soggetti ostili ricostruiscano schemi comportamentali prevedibili.
Il comandante dell’USEUCOM, generale Alexus G. Grynkewich, ha definito la protezione dei militari e dei loro familiari una priorità per il mantenimento della sicurezza e della prontezza operativa delle forze statunitensi. Il programma non identifica una specifica minaccia imminente, ma introduce un modello di prevenzione che considera la sicurezza del personale anche al di fuori delle strutture militari.
Guerra ibrida e vulnerabilità delle infrastrutture militari
L’iniziativa interviene in una fase di particolare attenzione per le attività riconducibili alla guerra ibrida, caratterizzate dall’impiego combinato di strumenti convenzionali e non convenzionali, operazioni informatiche, disinformazione, ricognizione clandestina e sabotaggio. La NATO considera queste attività una componente delle strategie di pressione condotte da attori statali e non statali, con potenziali effetti sulla sicurezza delle infrastrutture critiche, sulla coesione politica degli alleati e sulla capacità di risposta delle istituzioni.
Tra le vulnerabilità monitorate figurano le interferenze sui sistemi di navigazione satellitare GNSS, comprese le tecniche di jamming e spoofing. La prima consiste nella trasmissione di segnali di disturbo capaci di compromettere la ricezione delle informazioni satellitari; la seconda prevede l’immissione di segnali contraffatti per alterare i dati di posizione e navigazione. Queste tecniche possono interessare sistemi aeronautici, piattaforme senza pilota, comunicazioni e dispositivi impiegati per il coordinamento delle attività operative. La NATO ha documentato la diffusione di tali interferenze in diverse aree europee, comprese le regioni del Baltico, del Mar Nero e del Mediterraneo.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda l’impiego di velivoli senza pilota in prossimità di aeroporti, installazioni militari e infrastrutture logistiche. Le attività di ricognizione con droni possono consentire l’acquisizione di informazioni sugli schieramenti, sulle procedure di sicurezza e sui movimenti del personale, mentre eventuali azioni di sabotaggio possono compromettere la continuità delle attività operative e dei collegamenti logistici.
Le basi strategiche occidentali nel mirino delle minacce ibride
Alcuni episodi registrati negli ultimi mesi hanno contribuito a rafforzare l’attenzione delle autorità europee sulla protezione delle infrastrutture militari e logistiche. Il 4 agosto 2026, presso l’aeroporto di Leipzig/Halle, in Germania, è stata individuata una minaccia riconducibile a un attacco con droni. Il governo tedesco ha successivamente attribuito alla Russia la responsabilità dell’operazione, sulla base della valutazione congiunta di elementi investigativi, modalità operative e informazioni d’intelligence. Berlino ha definito l’accaduto un attacco ibrido e annunciato misure aggiuntive per la protezione delle infrastrutture strategiche. L’attribuzione politica non coincide tuttavia con un accertamento giudiziario definitivo, mentre le indagini penali risultano ancora in corso.
Nel Regno Unito, un’altra vicenda ha interessato la base aerea di RAF Fairford, nel Gloucestershire. Alla fine di settembre, un’operazione di polizia ha portato all’arresto di cinque uomini nell’ambito di un’indagine relativa a un presunto complotto che avrebbe interessato l’installazione militare. Il caso ha determinato l’evacuazione precauzionale di alcune abitazioni nelle vicinanze. Il 27 ottobre, la Crown Prosecution Service ha comunicato l’incriminazione di due persone per reati previsti dal National Security Act 2023, tra cui l’assistenza a un servizio d’intelligence straniero e l’accesso a un’area protetta per finalità pregiudizievoli alla sicurezza nazionale. Il procedimento è pendente e non costituisce un accertamento di responsabilità penale.
La dimensione strategica di queste vicende è legata anche alla funzione delle installazioni statunitensi nel dispositivo di sicurezza transatlantico. La Germania ospita circa 35.000 militari americani e rappresenta uno dei principali poli logistici, di comando e supporto delle operazioni statunitensi in Europa. La protezione delle basi, dei sistemi di comunicazione e delle infrastrutture di trasporto assume pertanto una funzione direttamente connessa alla continuità dello schieramento e alla capacità di proiezione delle forze alleate. La campagna dell’USEUCOM riflette questa esigenza, estendendo la prevenzione dalle installazioni militari alla sicurezza individuale, alla disciplina digitale e alla cooperazione con le autorità dei Paesi ospitanti.
