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Governo

Carceri minorili, attacchi a Nordio. Il ministro smonta le polemiche: “Non voglio arresti di massa”

Dopo la levata di scudi di sindacati e magistrati, il ministro della Giustizia ha risposto con fermezza

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante il Congresso Nazionale del Notariato a Roma, 22 ottobre 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

In un intervento di alcuni giorni fa il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva commentato la situazione delle carceri minorili, facendo una riflessione anche sulla situazione attuale. Tanti i giovani, e i giovanissimi, protagonisti delle ultime, violente, manifestazioni andate in scena nelle piazze italiane. Tanti i ragazzi fermati. Il sistema carcerario minorile, tuttavia, si trova in una preoccupante condizione di affanno. Da qui la decisione di impiegare parte dei fondi a disposizione per “ampliare la capienza delle carceri giovanili, sia eventualmente per trovare degli accordi in modo che dei settori di carceri e di istituti penitenziari destinati ai maggiorenni possano essere invece destinati ai minori”.

La levata di scudi di sindacati e magistrati che si occupano di giovani non si è fatta attendere. Con Fp Cgil che ha parlato di “affermazioni sconcertanti” e Claudio Cottatellucci, presidente dell’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia, arrivato a dichiarare a Repubblica che “stabilire un automatismo tra arresto e carcere è una semplificazione sbagliata e mostra scarsa conoscenza della giustizia minorile”.

Intervistato da Il Corriere, il Guardasigilli è tornato sull’argomento, chiarendo una volta per tutte la sua posizione e precisando di non aver mai parlato di “auspicare arresti di massa”. “Mai sognato di dirlo. Chi lo sostiene non ha visto la mia intervista a SkyTg24 o la interpreta a suo uso e consumo”, ha dichiarato. “In carcere ci sono 3 minori. Non ce li ho mandati io, ma la magistratura perché li ha ritenuti ‘socialmente pericolosi’. Il problema è che gli istituti minorili sono affollati e hanno posti limitati, 3 in un giorno già significa aumentare la capienza in modo insostenibile. Non lo auspico, ma se gli arresti continuassero il problema si porrebbe”, ha aggiunto.

Considerate le recenti proteste, e i molti fermi, è impossibile non pensare a questa eventualità. Lo stesso Nordio non crede che il carcere possa essere davvero una soluzione. “La soluzione è progressiva”, ha spiegato. “La famiglia deve educare, la scuola provvedere all’educazione civica e le parrocchie o le associazioni all’aggregazione. In tema di ordine pubblico, occorre prevenire. E abbiamo istituito il fermo preventivo, che non è carcere, ma un controllo. Ma, in casi come Milano, purtroppo come extrema ratio servono misure coercitive”.

Le severe misure applicate nella giornata di ieri hanno dato i suoi frutti. Ci sono stati cortei e scontri con le forze dell’ordine, ma le città non ne sono uscite devastate come lo scorso fine settimana.

Sempre per fare chiarezza dopo i tanti strali indirizzati alla sua persona, il ministro ha precisato di non aver detto di voler recludere i minori insieme agli adulti: “Semmai di riadattare strutture per adulti. Facendole però diventare solo per minori, con le adeguate garanzie di legge”.

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