Il mix è esplosivo. E tiene insieme Nord e Sud Italia. Da una parte, le mobilitazioni dei movimenti giovanili e studenteschi in città come Milano, Torino e Bologna. Dall’altra le proteste degli autotrasportatori che, partite da Calabria e Puglia, stanno ormai bloccando tutto il Paese. Sulle prime, il timore non esplicitato al netto del ministro della Difesa Guido Crosetto che sul punto è stato netto - è che ci sia una regia «esterna» in capo alla Russia, una vera e propria «guerra ibrida» del Cremlino che da tempo usa i social per cavalcare il malcontento in Europa, soprattutto quello giovanile. Sulle seconde, invece, la convinzione messa nero su bianco dai ministri Matteo Piantedosi (Interno) e Francesco Lollobrigida (Agricoltura) è che siano condizionate se non finanche sollecitate dalla criminalità organizzata. Le proteste degli autotrasportatori prendono infatti il via tra Cerignola, comune della provincia di Foggia considerato uno dei centri strategici della malavita organizzata, e la Calabria. E sarebbe proprio sulla ’ndrangheta che in queste ore si stanno concentrando le verifiche delle Forze dell’ordine, con monitoraggi su diversi soggetti (tra cui c’è Antonio Zangari, noto sui social come «Il gigante buono», già condannato in primo grado a quattro anni per associazione a delinquere) e su una serie di famiglie storicamente affiliate. Ma nel mirino del Viminale c’è anche la Campania con centinaia di soggetti già controllati: 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo. «All’interno di queste mobilitazioni», dice Lollobrigida, «ci sono infiltrazioni che rendono pericolosa la situazione». E, aggiunge il ministro, «questo non lo dico solo io ma anche le nostre forze di polizia con verifiche che stanno portando avanti». «Ci sono pezzi di criminalità locale - filtra dal ministero dell’Interno - che si stanno inusualmente saldando».
Sul versante delle probabili «ingerenze esterne» il governo continua a lavorare sotto traccia in attesa di evidenze. Anche se non si sottovaluta il fatto che altri leader europei (dal presidente francese Emmanuel Macron al premier albanese Edi Rama) abbiano già puntato il dito contro Mosca per i disordini di queste settimane in Francia e Albania. In casa nostra, dice il presidente della commissione Finanze della Camera Marco Osnato, «sono in corso monitoraggi e verifiche» ma «il sospetto di una regia esterna è concreto».
E proprio sul fronte tir e blocchi stradali ieri sera si è tenuto un vertice ad hoc a Palazzo Chigi con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri Piantedosi e Lollobrigida e i sottosegretari alla presidenza Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Il Viminale - filtra da fonti di governo - è «attivo per decongestionare la viabilità e garantire la continuità dei rifornimenti, in particolare le merci di prima necessità, assicurando la distribuzione dei generi alimentari e la consegna dei farmaci». Le Forze dell’ordine - fanno sapere da Palazzo Chigi - hanno scortato circa 500 autotrasportatori. Un servizio che sarà garantito a chiunque ne faccia richiesta per poter continuare a lavorare in sicurezza».
Nella giornata di oggi, invece, è in programma un Consiglio dei ministri per approvare un pacchetto di norme a sostegno del comparto agricolo - a partire dallo sconto sul carburante - a cui sta lavorando Lollobrigida.
