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Governo

“Università luogo del confronto, non della prepotenza”. Il monito del ministro Bernini

Il ministro dell’Università commenta l’occupazione dell’Università Orientale di Napoli

Bernini
Anna Maria Bernini Ministro dell’Università e Ricerca durante lo svolgimento del question time alla Camera dei Deputati a Roma, Mercoledì, 20 Maggio 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Anna Maria Bernini Minister of University and Research in occasion of the question time in the Chamber of Deputies in Rome, Wednesday, May 20 2026. (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse )

“L’università è di tutti, non di chi la occupa”. Annamaria Bernini, ministro dell’Università e della ricerca, commenta così sui suoi profili social l’avviso dell’Università Orientale di Napoli sulle lezioni annullate a causa dell’occupazione dell’ateneo da parte degli studenti.

“Occupare significa privare gli studenti di lezioni, seminari e laboratori”, aggiunge Bernini, convinta che “quando un ateneo è costretto a comunicare l’annullamento dei corsi a causa di un’occupazione, a pagarne il prezzo sono proprio gli studenti”. Il ministro dell’Università non ha dubbi: “Questa è sopraffazione, non partecipazione”. E ancora: “Il dissenso è un diritto, ma non può diventare una prevaricazione sulla libertà”, sottolinea Bernini. Che, poi, conclude: “L’università deve essere il luogo del confronto, non della prepotenza”.

Duro e netto anche il commento del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, rilasciato a margine dell’inaugurazione al Teatro alla Scala di ‘Next Generation AI - Summit internazionale sull’intelligenza artificiale nella scuola’: “La piazza, quando diventa uno strumento di populismo e demagogia, e soprattutto quando è violenta, non ha nulla a che vedere con la democrazia”. Valditara, poi, parlando degli scontri avvenuti a piazza del Duomo questo week-end, si dice convinto “che sia necessario fare una sorta di reset rispetto alle dichiarazioni e alle considerazioni che sono state fatte”. Secondo il ministro, “è il metodo a essere sbagliato”. Valditara, infatti, puntualizza: “Nelle scorse settimane, esponenti dell’opposizione, la Cgil, intellettuali e giornalisti hanno invitato gli studenti a fare come in Francia”. Poi aggiunge: “Ho letto anche commenti preoccupati di politici, intellettuali e giornalisti che sostenevano che i nostri studenti fossero rassegnati e non avessero la determinazione dei loro colleghi francesi”. Valditara osserva: “Sembrava quasi che fossero dispiaciuti perché in Italia non accadeva quello che stava succedendo in Francia. Credo che questo sia un metodo sbagliato”. Poi conclude: “Un conto sono le manifestazioni, che sono sacrosante, un altro sono le occupazioni delle scuole, le violenze di piazza e le contestazioni caratterizzate da minacce, insulti, manichini bruciati o ministri simbolicamente impiccati. Tutto questo non ha nulla a che vedere con la democrazia”.

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