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Il governo in prima linea contro i cyberattacchi: “Dobbiamo reagire politicamente”

Tajani volerà a Parigi per il G7 Esteri al quale parteciperanno anche altri Paesi, con l’obiettivo di approntare una strategia comune contro la guerra ibrida. E Piantedosi convoca il Comitato di sicurezza

Il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani alla Farnesina durante una visita alla Sala Cyber del ministero, Roma, 8 Novembre 2026. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il vicepremier Antonio Tajani è finito nel mirino degli hacker e da tempo lancia l’allarme sulla guerra ibrida che sta combattendo l’Europa e di cui i cittadini sono quasi del tutto ignari. Nell’intervista rilasciata a Il Giornale ha professato cautela sugli attori dietro tutto questo ma ha sottolineato che “siamo di fronte a reti opache che compiono operazioni illecite. In vista delle prossime scadenze elettorali ci sarà un tentativo sistematico di condizionare l’opinione pubblica e dividere gli europei attraverso la disinformazione”.

E oggi, metre Matteo Piantedosi ha convocato il Comitato per la sicurezza pubblica, Tajani ha organizzato un punto stampa durante il quale ha ribadito che “dobbiamo respingere tutti gli attacchi che ci vengono fatti. Poi dobbiamo reagire politicamente, questo sì, per questo ho detto che domani al G7 si parlerà di questo argomento, su richiesta dell’Italia”. Sul tema, ieri, ha scritto una lettera al ministro francese Barrot, “il quale ha risposto immediatamente in maniera positiva e quindi ne discuteremo domani”. Durante l’incontro “ci saranno anche ospiti non parte del G7 e quindi altri Paesi, compresa l’Ucraina e quindi sarà affrontato il tema della guerra ibrida in maniera più ampia, anche collegandoci a iniziative che possiamo prendere insieme e valutare”. Il ministro ha poi voluto fare un distinguo fondamentale, perché “un conto sono gli hacker filorussi, un conto è se c’è una regia di un Paese straniero”.

Sono due concetti profondamente diversi e d’altra parte “che gli hacker siano filorussi è scontato, tutto ci porta a guardare a Est, ma bisogna vedere quali sono esattamente le responsabilità. Deve esservi una unità di intenti di tutti i paesi democratici e di ispirazione liberale”, che devono “trovare un modo per proteggere la libertà e la democrazia perché gli attacchi cibernetici e la guerra ibrida vanno a colpire il sistema democratico quando si cerca di colpire le elezioni. Noi dobbiamo difendere il sistema democratico”. Certamente, ha scandito, “non ci facciamo intimidire. Difenderemo i nostri interessi, difenderemo la democrazia, difenderemo la libertà, perché non si può lavorare utilizzando questi sistemi, compreso l’uso dell’intelligenza artificiale, cercando anche di condizionare il voto nei diversi Paesi europei”. E “siccome diversi Paesi europei andranno al voto, la Francia, la Spagna, l’Italia nei prossimi mesi e nel prossimo anno, credo che si debba vigilare e respingere. Non credo che i cittadini si faranno ingannare, ma il tentativo ci sara’ sicuramente. L’ho detto già da tempo”.

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