Dieci giorni di sospensione, dal lavoro e dalla retribuzione. Dopo aver allontanato Sigfrido Ranucci dalla conduzione di «Report», i vertici Rai hanno deciso di comminargli anche una sanzione. Non immediatamente eseguibile. La decisione è stata presa in seguito alle indagini svolte dal Comitato etico interno sui comportamenti tenuti dal giornalista rispetto alle norme aziendali, dunque non riguardano i contenuti dei servizi giornalistici. In particolare i rilievi del comitato riguardano l’ingresso (una cinquantina di volte) negli studi della televisione di Stato di una persona estranea all’azienda: Laura Cianfoni, amica intima e collaboratrice di Sigfrido. Altre infrazioni riguardano le mail aziendali inviate a Lavitola da Ranucci (quelle scritte al giornalista dal direttore Approfondimenti Paolo Corsini), le conversazioni con l’onorevole Dario Carotenuto in merito all’inchiesta sulla bomba che riguarda Ranucci medesimo e la denigrazione dei colleghi Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, indicati inizialmente (la prima poi si è ritirata) alla successione del giornalista alla conduzione.
Sigfrido ha affidato al suo legale, avvocato Roberto De Vita, la risposta a quanto deciso da Rai: «Proprio mentre il Tribunale del Lavoro di Roma sta decidendo sul ricorso cautelare di Sigfrido Ranucci nei confronti del provvedimento di rimozione da Report, la Rai gli comunica una nuova sanzione. In attesa della decisione del Giudice (che dovrebbe arrivare a ore o a giorni, ndr) non commentiamo la coincidenza temporale. Il provvedimento sarà impugnato».
Ranucci stesso ha commentato tramite Fanpage.it: «Nessun provvedimento sulle frasi e gli attacchi contro di me di Corsini, Cerno, Monteleone, Sottile». E: «Il codice etico vale solo con Bortone (caso Scurati), Saviano (caso Insider/Salvini) e Ranucci».
Intanto, qualsiasi parola in più scatena valanghe di polemiche. Ieri mattina, al margine della conferenza stampa di presentazione del programma «2 di Picche» del direttore del Giornale Tommaso Cerno, Paolo Corsini rispondendo ai cronisti ha detto: «Ranucci reintegrato? Mi sembrerebbe una follia», riportato dalle agenzie presenti come: «Speriamo non accada, è ucronia (traduzione: fanta-storia)». Immediata la replica di alcuni esponenti M5S in commissione di Vigilanza Rai. «Corsini ha giurato fedeltà alla causa. Lo ha ammesso lui stesso: è un militante di Fdi. Ma questo non gli consente di augurarsi pubblicamente che Ranucci non venga reintegrato alla guida di Report. La sua è una sfrontatezza che travalica ogni limite».
Sul fronte opposto, il senatore Maurizio Gasparri ha depositato un’interrogazione per conoscere lo stato delle verifiche interne sui rapporti tra Ranucci e Lavitola. Citando anche ricostruzioni fatte da Il Giornale, Gasparri chiede lumi sulle cene a cui il giornalista avrebbe preso parte in cui il faccendiere e mandante della bomba avrebbe cercato appoggi per comprare l’immobile dell’ormai famoso ristorante Cefalù, «il che fa sorgere dei dubbi su un legame che potrebbe avere condizionato anche i contenuti delle attività televisive di Ranucci», dichiara Gasparri.
