Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:45
Interni

Tajani nel mirino degli hacker: “Sul dark web i dati della mia famiglia. Non mi farò intimidire”. Meloni: “Grande preoccupazione”

Il ministro degli Esteri denuncia minacce e intimidazioni informatiche: “Pronti a pagare per avere informazioni sui miei cari”. E indica il movente politico: “Colpito per la nostra posizione sull’Ucraina”

Antonio Tajani FI, vicepresidente del Consiglio, in occasione del convegno Stati Generali dei Garantisti - Le idee, le battaglie, le riforme", evento promosso dal gruppo parlamentare FI. Roma, Camera dei deputati, Palazzo San Macuto Venerdì 06 Novembre 2026 (Foto Mauro Scrobogna /LaPresse) Antonio Tajani FI Vice PM, the occasion of the conference "Stati Generali dei Garantisti – Ideas, Battles, and Reforms," ​​an event promoted by the FI parliamentary group. Rome, Chamber of Deputies, Palazzo San Macuto, Friday, November 06, 2026 (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

I dati personali diffusi sul dark web, la famiglia finita nel mirino e criminali informatici disposti a pagare pur di ottenere nuove informazioni riservate. Antonio Tajani denuncia una pesante offensiva informatica nei suoi confronti, indicando nella posizione italiana a sostegno dell’Ucraina la ragione politica degli attacchi. Il vicepremier e ministro degli Esteri ha affidato a un messaggio pubblicato su X la ricostruzione di quanto sta accadendo, assicurando che le minacce non modificheranno di un centimetro il suo impegno alla guida della Farnesina. Solidarietà dal premier Giorgia Meloni

“Criminali informatici da giorni hanno diffuso i miei dati personali sul dark web e cercano altre informazioni, di fatto esponendomi a nuove minacce e intimidazioni”, ha denunciato il titolare degli Esteri. Un’operazione che non riguarda soltanto la sua persona. “Coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari”, ha aggiunto il leader di Forza Italia, descrivendo un’attività finalizzata a raccogliere ulteriori informazioni sensibili.

La risposta del vicepremier è netta: nessun passo indietro, nessuna concessione alle intimidazioni. “La mia reazione è molto semplice”, ha spiegato: “Non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme”.

Ma è soprattutto sul movente politico che Tajani accende i riflettori. Per il ministro, infatti, gli attacchi sarebbero riconducibili alla linea mantenuta dall’Italia nel conflitto tra Russia e Ucraina. “La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino: difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso”, ha sottolineato.

La questione riguarda anche la sicurezza delle istituzioni. Proprio per contrastare le incursioni informatiche, Tajani ha ricordato le misure adottate alla Farnesina, a cominciare dalla creazione di una struttura dedicata alla cybersicurezza: “Alla Farnesina lavoriamo seriamente contro queste minacce: ho creato dal 1° gennaio una ‘direzione cyber’ per proteggerci dalle incursioni informatiche di soggetti spesso collegati in qualche modo a entità statali a noi ostili”. Il messaggio conclusivo non lascia spazio a margini di interpretazione: “Noi continueremo a difendere la nostra sicurezza, a difenderci dai criminali informatici. Con la convinzione che questo è il modo giusto per tutelare il popolo italiano e il nostro Paese”.

“Esprimo la mia piena solidarietà al Vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, per quanto emerso sull’attività di hacker filorussi e sulla diffusione sul dark web di dati personali che lo riguardano. La messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni desta grande preoccupazione e va affrontata con la massima determinazione”, le parole del primo ministro Giorgia Meloni, che ha inoltre posto l’accento sulla questione della foto pubblicata sui social dal presidente Pd Stefano Bonaccini che ritrae Tajani con il cappellino rosso dei MAGA: “Altrettanto preoccupante – denuncia Meloni – è la circolazione di immagini false, diffuse anche da esponenti dell’opposizione. La libertà di espressione non può mai diventare terreno di disinformazione”.

Commenti