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Magistratura

Il Csm guarda a sinistra ma c’è l’incognita dei nuovi elettori

Oggi e domani si scelgono i 20 togati. La resa dei conti dopo il referendum

"Basta intercettare avvocati e clienti". Ecco l'emendamento di Forza Italia

Quelle di oggi e domani per i 20 togati al Csm e di mercoledì per i 10 laici sono elezioni dai molti primati. Mai un Parlamento era stato così longevo da votare 2 volte i rappresentanti per Palazzo de’ Marescialli. Mai erano stati sfornati dai concorsi in magistratura, più numerosi e rapidi, tanti nuovi elettori dall’orientamento politico incerto: circa 2.500, su 9 mila magistrati.

E poi, l’effetto referendum con la vittoria del no al sistema che voleva introdurre il sorteggio e separare le carriere di giudici e pm. Le correnti della magistratura sono state compatte contro le innovazioni, gli equilibri sono cambiati da quando la moderata Magistratura indipendente si è unita a quelle dominate dalla sinistra, non votando più con i laici di centrodestra e creando un vuoto al centro. Ora c’è chi festeggia e chi raccoglie i pezzi.

Potrebbe esserci uno spostamento del Csm verso il centrosinistra, con un crollo di Mi, che passerebbe da 7 a 5 togati, dicono per un accordo con il cartello rosso di Area per Salvatore Casciaro, ex segretario dell’Anm, come rappresentante della Cassazione. Unicost potrebbe ottenere 5 togati invece di 4 e Area mantenere i suoi 6 anche se Md ne perdesse 1.

Ma le previsioni sono difficili, per l’incognita dei giovani al primo voto e per la carica degli indipendenti che, puntando sui temi, sganciati dalle correnti, potrebbero diventare ago della bilancia. Uno è Cosimo Ferri della Corte d’appello di Roma, che dev’essere sicuro della vittoria se corre per tornare al Csm, dopo lo scandalo Palamara da cui è uscito giudiziariamente indenne, una carriera da leader di Mi, da sottosegretario alla Giustizia nei governi Letta e Gentiloni e deputato del Pd e di Iv. Con altri indipendenti potrebbe voler occupare appunto quello spazio dei moderati disertato da Mi, con divisioni della base emerse a marzo anche all’elezione di Giuseppe Tango al vertice dell’Anm.

I risultati dei togati si potrebbero sapere mercoledì,

quando è stata fissata la seduta comune delle Camere per eleggere i laici. Probabile la fumata nera, perché i politici vorranno capire bene gli schieramenti per cercare di riequilibrare con i laici. Le opposizioni pretenderebbero un consigliere in più, sostenendo che la maggioranza non è più così forte: non 7 a 3 ma 6 a 4. Non è detto che la spuntino. In corsa per tornare al Csm c’è Pierantonio Zanettin di Forza Italia, che potrebbe ambire alla vicepresidenza. Contendendola forse alla candidata del Pd Anna Rossomando. Ricompare Antonio Di Pietro, l’ex pm di Mani pulite diventato testimonial del sì al referendum. Per FdI dal Senato Susanna Donatella Campione e Sergio Rastrelli, tra i leghisti l’ex governatrice dell’Umbria Donatella Tesei. Ma i giochi sono aperti fino a domattina perché per colmare lo squilibrio di genere tra 77 uomini e 26 donne, la Camera ha riaperto il termine per le candidature femminili.

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