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Magistratura

“Processare Santanchè”. La difesa: “Estranea”

La difesa della senatrice ha saputo della decisione dei pm attraverso la stampa, non avendo ricevuto alcuna notifica

Daniela Santanch� alla manifestazione del Centrodestra in solidarietà con i commecianti colpiti dalle devastazioni in piazza San Carlo Milano 19 Ottobre 2026 ANSA/MATTEO CORNER

Nuovi guai giudiziari per Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per la senatrice di FdI ed ex ministro del Turismo e per altre 14 persone (più una società) per le ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato in relazione ai casi dei fallimenti delle società Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. La richiesta di processo, formulata dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà con l’aggiunto Roberto Pellicano, al termine delle indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza chiuse a metà luglio, dovrà essere ora valutata dal gup in una udienza preliminare.

La difesa della senatrice ha saputo della decisione dei pm attraverso la stampa, non avendo ricevuto alcuna notifica (prevista alla fissazione dell’udienza). «Dimostreremo certamente l’estraneità alle accuse», si limita a dire l’avvocato Antonella Augimeri. E l’avvocato Salvatore Pino: «Si tratta di capi di imputazione molto complessi, che stiamo approfondendo attentamente insieme al compendio probatorio in vista dell’udienza davanti al gup. D’altro canto la richiesta di rinvio a giudizio è un passaggio che non ci sorprende». Rispetto alle imputazioni della chiusura indagini, solo la posizione minore di un indagato è stata stralciata in vista della richiesta di archiviazione. L’indagato avrebbe rilasciato dichiarazioni ai pm in un interrogatorio. La richiesta di processo, oltre a Santanchè, riguarda il figlio, la sorella Fiorella Garnero e l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro. Al centro del procedimento ci sono appunto i fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. Poi un capitolo, rimasto inedito fino a luglio, su 3,3 milioni di euro che sarebbero stati ottenuti nel 2021, inducendo «in errore» Invitalia e sfruttando le misure di sostegno alle imprese durante il Covid. Accuse respinte in prima battuta dalla senatrice, che attraverso i suoi legali a luglio aveva sottolineato di avere agito «con correttezza».

L’ex ministro è già imputata a Milano per altre due vicende: il presunto falso in bilancio per Visibilia (a processo) e la presunta truffa ai danni dell’Inps che è invece in udienza preliminare (sospesa in attesa di una decisione della Consulta). L’udienza preliminare per il nuovo caso sarà fissata a breve.