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Magistratura

Scarpinato, soccorso rosso in chat. “Il decreto del gip fa rabbrividire”

I commenti nel gruppo WhatsApp dell’ex pm Spataro. “Quel giudice pensa di essere in missione per conto di Dio, ma non è i Blues Brothers...”. E l’Anm di Caltanissetta sta dalla parte del magistrato sotto attacco

Giuseppe Conte mostra le foto di Scarpinato insieme a Falcone durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale alla Camera dei deputati, Roma, Giovedì 8 ottobre 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Giuseppe Conte in the Chamber of deputies during the final vote on the electoral law, Rome, Thursday, October 8, 2026 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Le toghe rosse fanno scempio della giustizia per difendere gli amici pm finiti nello scandalo Mafia-appalti. Quello che è avvenuto ieri nelle chat dei magistrati del Movimento, ideato da Armando Spataro contro la riforma della giustizia del governo Meloni, è qualcosa di incredibile. Un attacco alla magistratura giudicante, in barba all’indipendenza e alla terzietà con cui i togati hanno riempito le piazze contro la separazione delle carriere, messaggi di giubilo per l’archiviazione del grillino Roberto Scarpinato e del collega Gioacchino Natoli, nonché le parole di vicinanza all’ex procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone, a fronte di quel quadro delineato dal gip di Caltanissetta, Santi Bologna, nel decreto che ha lasciato ombre sull’operato degli indagati scagionati. Nonostante l’indagine che cercava di fare luce sui fatti della Procura di Palermo del 1992 è finita infatti con il proscioglimento, il ritratto del giudice su Scarpinato, Natoli e Pignatone sembra più un atto d’accusa, in cui si ipotizza perfino un coinvolgimento anche indiretto di magistrati nei sondaggi con cui Cosa nostra esplorava il terreno prima delle stragi. Dopo oltre trent’anni, però, gli elementi inseriti nel quadro indiziario non avrebbero potuto passare il vaglio della ragionevole previsione di condanna per mafia, motivo per il quale la bilancia ha propeso sul proscioglimento. E il decreto del giudice è finito nel mirino della chat, con i big del movimento intenti a sparare a zero sulla giurisdizione, lasciando messaggi in linea con la visione di quel centrodestra che voleva cambiare la giustizia ma che è stata avversata dagli stessi che ieri ne hanno dette di ogni.

La discussione nasce dopo che Spataro allega nel gruppo whatsapp il decreto del gip. «Ho letto alcuni passaggi del decreto di archiviazione che mi fa rabbrividire (in linea con la impostazione della procura): si fanno strame di principi giuridici in nome di una verità che non ammette limitazione alcuna. Nessun giudice è in missione per conto di Dio (solo Jake ed Elwood lo sono stati). Valutazione complessa non riassumibile in un messaggio, utile però per abbracciare virtualmente Gioacchino (a Pignatone ho già espresso il mio pensiero separatamente)», scrive il pm Mario Palazzi. «La lettura degli stralci del provvedimento di archiviazione conferma le tantissime perplessità già più volte espresse da molti di noi. Attendo con ansia la riapertura delle indagini sulla morte di Giulio Cesare», ironizza il collega Marco Guida. A un tratto spunta Natoli: «Nello spirito innovativo del primo Movimento, potremmo approfondire qualche aspetto della mia vicenda nell’ottica (risalente) del miglioramento del servizio giustizia». Paola Filippi, nell’esprimere stima per Natoli, aggiunge che resta «la questione dell’irragionevole durata. Come dici tu vale interrogarci sul tema del servizio giustizia in tutte le sue sfaccettature». Franco Roberti, infine, esterna «un sentimento di tristezza per come è ridotta la giustizia qui da noi». Insomma, è bastato un decreto poco gradito sugli amici a far scoppiare un caso da lesa maestà. Sulla questione è intervenuta l’Anm di Caltanissetta, che ha espresso «profonda preoccupazione di fronte al clima di crescente delegittimazione nei confronti della Magistratura del Distretto». E Giuseppe Conte in aula difende Scarpinato, mostrando una foto di Scarpinato «con Falcone al lavoro e con Borsellino».

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