Un altro fine settimana trascorso insieme, tra colazioni preparate in casa, giochi, compiti e momenti all’aria aperta. Per Catherine e Nathan Trevallion Birmingham e i loro tre figli prosegue il percorso di riavvicinamento, mentre resta aperto il confronto sulle valutazioni dei servizi sociali, che continuano a segnalare un atteggiamento freddo e oppositivo della madre nei confronti degli operatori. Dopo la seconda notte trascorsa nell’abitazione messa gratuitamente a disposizione dal Comune di Palmoli, i bambini sono rientrati nella casa famiglia di Vasto, dove vivono da quasi un anno. Sullo sfondo ci sono ora due importanti scadenze giudiziarie che potrebbero incidere sul futuro del nucleo familiare.
Il weekend in famiglia
“Tutto bene. Ieri mattina colazione con i pancake di Catherine. Sabato giochi e compiti”. Con queste parole l’avvocato Simone Pillon, che assiste la coppia anglo-australiana, ha descritto il fine settimana trascorso dai bambini con i genitori. Le giornate sono state scandite da momenti di quotidianità familiare: i piccoli hanno potuto giocare, dedicarsi allo studio insieme a mamma e papà e correre nel bosco, in contrada Mondola, trascorrendo del tempo anche con gli animali. Le attività si sono svolte senza la presenza degli operatori dei servizi sociali. Domenica pomeriggio è arrivato il momento del rientro nella struttura di Vasto. Secondo quanto riferito, Catherine è riuscita a rassicurare i figli e ad accompagnarli nel momento del distacco. Il percorso di riavvicinamento prosegue quindi attraverso occasioni di convivenza che consentono alla famiglia di recuperare gradualmente abitudini e spazi condivisi.
Catherine fredda con gli operatori
Nelle relazioni dei servizi sociali permangono alcune criticità relative al comportamento di Catherine nei confronti degli operatori, descritto con termini come “ostile” e “oppositivo”. Una valutazione contestata da Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente di parte della famiglia, che invita a leggere questi atteggiamenti alla luce della forte pressione emotiva e della stanchezza vissute dalla madre. “Anche le relazioni degli operatori messi in campo per gli incontri protetti e quant’altro, pur continuando a ripetere di una presunta freddezza di Catherine verso gli operatori (non riuscendo a comprendere il significato profondamente difensivo del comportamento di una donna provatissima ed esausta), non possono più negare la bontà, l’autenticità e la profondità del legame affettivo che vive questa famiglia nei momenti della riunione”, afferma. Lo psichiatra sottolinea che le stesse relazioni riconoscono gli esiti positivi degli incontri: “Gli incontri sono positivi e significativi”. Richiama inoltre l’ultima valutazione degli specialisti della Neuropsichiatria di Vasto, che, secondo quanto riferisce, “certifica la necessità di favorire il ricongiungimento familiare”. Commentando il secondo fine settimana trascorso insieme, il consulente parla di “un passo avanti verso il recupero di un’intimità spappolata da un distacco artificiale sempre più incomprensibile”. Restano dunque differenti le letture del comportamento della madre: da una parte le criticità evidenziate dagli operatori, dall’altra l’interpretazione dello psichiatra, che riconduce la sua chiusura alla condizione di esasperazione emotiva.
Le prossime scadenze in tribunale
La vicenda si avvicina ora a due passaggi giudiziari importanti. Il 30 ottobre scade il termine indicato dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila per il deposito delle memorie delle parti. Il 3 novembre è invece fissata, davanti alla Corte d’Appello dell’Aquila, l’udienza cartolare sul reclamo presentato dall’avvocato Pillon contro il provvedimento dei giudici minorili. Nelle 66 pagine dell’atto, il legale chiede l’immediato ricongiungimento del nucleo familiare e l’attuazione dell’istruzione parentale, con insegnanti messi a disposizione dal Comune. La difesa sostiene che la situazione dei genitori sia cambiata e che alcuni degli elementi alla base dei precedenti provvedimenti, relativi alla scuola, alla casa e alla socialità dei bambini, appartengano ormai al passato oppure siano stati valutati in maniera parziale. Nel reclamo viene contestata anche la mancata considerazione dell’evoluzione della situazione familiare, della responsabilità genitoriale e del diritto all’istruzione parentale. Un altro punto riguarda il carattere eccezionale e temporaneo che dovrebbe avere l’allontanamento dei minori, oltre alle questioni sollevate sulle loro condizioni psicologiche. La richiesta alla Corte è di riesaminare il caso alla luce degli elementi attuali e dell’intera documentazione disponibile. Le prossime scadenze saranno quindi un passaggio importante per comprendere come potrà proseguire il percorso di ricongiungimento.
