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Nazionale

Famiglia nel bosco, i tre bambini tornano nel casolare dopo 11 mesi: la svolta e cosa succede ora

I figli di Nathan e Catherine potranno trascorrere interi fine settimana con i genitori, senza supervisori. Il primo pernottamento nella nuova casa, in attesa del ricongiungimento definitivo

Dopo quasi undici mesi di separazione, i tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham sono tornati questa mattina, 17 ottobre, nel casolare di Palmoli, in provincia di Chieti, dove vivevano con i genitori prima dell’allontanamento. La coppia li ha raggiunti in auto nella casa famiglia di Vasto, dove i bambini erano già pronti con i trolley, e li ha accompagnati nell’abitazione immersa nel bosco. Una nuova tappa nel percorso di riavvicinamento familiare, che consentirà ai tre fratelli di trascorrere interi fine settimana con mamma e papà, senza supervisori.

Il rientro nel casolare dopo quasi un anno

La mattina del 17 ottobre segna un passaggio importante nella vicenda della famiglia di Palmoli. Dopo aver ripreso i figli nella struttura di Vasto, Nathan e Catherine li hanno accompagnati nel casolare in cui vivevano prima del provvedimento di allontanamento. I bambini resteranno nell’abitazione fino al pomeriggio, per poi trasferirsi con i genitori nella nuova casa messa a disposizione dal Comune di Palmoli, dove potranno rimanere fino alle 18 di domani. Ai giornalisti presenti nei pressi del casolare è stato chiesto di allontanarsi, senza effettuare riprese né scattare fotografie, per tutelare la riservatezza della famiglia. I tre fratelli, due gemelli di sei anni e una bambina di otto, potranno così ritrovare anche il luogo in cui sono cresciuti e gli animali con cui vivevano prima della separazione. Il programma prevede inoltre la possibilità di dormire con i genitori nella nuova abitazione, superando il limite degli incontri di poche ore che aveva caratterizzato le precedenti fasi del riavvicinamento.

Dalle prime visite ai fine settimana insieme

Il percorso di riavvicinamento era cominciato a settembre con una serie di incontri graduali. Il 22 settembre i bambini avevano visitato per la prima volta la nuova casa dei genitori, concessa gratuitamente dall’amministrazione comunale. Il 29 settembre erano poi tornati nel vecchio casolare, dove avevano trascorso circa un’ora e mezza tra giochi, biscotti allo zenzero e una cena preparata dalla madre.Ora i tempi di permanenza si allungano: i bambini potranno condividere con Nathan e Catherine interi fine settimana, senza la presenza di supervisori. Il nuovo regime rappresenta un’evoluzione significativa rispetto agli incontri precedenti, ma non equivale ancora al ricongiungimento definitivo. Fino a oggi, infatti, i minori erano stati ospitati in una casa famiglia a Vasto.

Il sindaco: “Superati tutti i problemi”

Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha sostenuto il percorso di riavvicinamento, affermando che sarebbero state affrontate le principali questioni legate all’abitazione, alla scolarizzazione e alla socializzazione dei bambini. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, sarebbero stati completati anche gli accertamenti sanitari e le valutazioni specialistiche. Masciulli ha inoltre spiegato che gli psicologi e i neuropsichiatri coinvolti nella vicenda avrebbero raccomandato un rapido ricongiungimento dei minori con i genitori. Anche l’avvocato Simone Pillon, legale della coppia anglo-australiana, aveva comunicato l’accoglimento della richiesta di consentire ai genitori di trascorrere interi fine settimana con i figli. Un passaggio che alimenta le prospettive di una riunificazione stabile, al termine di una vicenda che ha suscitato un ampio dibattito sulla tutela dei minori e sulla libertà educativa delle famiglie.

Perché i bambini erano stati allontanati

La storia di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham era diventata un caso nazionale per la scelta della coppia di crescere i figli in un casolare isolato nei boschi di Palmoli, adottando uno stile di vita alternativo. Nell’abitazione mancavano acqua corrente ed elettricità, una condizione che aveva sollevato interrogativi sull’adeguatezza dell’ambiente e sulle condizioni di vita dei bambini. Alla fine del 2025, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila era intervenuto disponendo la sospensione della responsabilità genitoriale della coppia e l’allontanamento dei figli. Da allora si è sviluppato un percorso giudiziario che ha diviso l’opinione pubblica: da una parte chi rivendica il diritto dei genitori di scegliere modelli educativi non convenzionali, dall’altra chi sottolinea la necessità di garantire ai minori un’abitazione adeguata, assistenza sanitaria, istruzione e occasioni di socializzazione. Il ritorno nel casolare e la possibilità di trascorrere la notte con mamma e papà segnano ora una nuova fase della vicenda, in attesa di ulteriori sviluppi sul ricongiungimento definitivo.

Un’altra famiglia nel bosco in Toscana

Un caso distinto riguarda Harald Leo Valentin e la moglie Nadzeya, coinvolti in una vicenda giudiziaria relativa all’allontanamento dei loro due figli, di nove e cinque anni, avvenuto il 16 ottobre 2025 a Caprese Michelangelo, in provincia di Arezzo. Secondo quanto riferito dai genitori, la coppia non conoscerebbe il luogo in cui si trovano attualmente i bambini né saprebbe se vivano ancora insieme.

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