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“Non è un pericoloso fanatico”. Il collettivo ora difende Siher: “È un ragazzo come noi”

Nel paese in cui è residente sembra non essere particolarmente conosciuto, così come la sua famiglia. Ma la sua figura è al centro delle polemiche: “La sinistra condanni”

Youssef Siher
IPA90168251 - Milano, fermato il ricercatore Youssef Siher, presunto fondatore e gestore della pagina Instagram "Movimento 17 ottobre". in foto: Youssef Siher, fonte: facebook Immagine / frame distribuito da questa Agenzia esclusivamente per finalità editoriali. Il materiale può provenire da social media, emittenti televisive, uffici stampa o altre fonti terze pubblicamente accessibili. L’Agenzia non rivendica alcun diritto di proprietà, copyright o licenza sul materiale. Eventuali compensi richiesti riguardano esclusivamente i servizi dell’Agenzia. L’utilizzatore è responsabile della verifica e dell’ottenimento di eventuali diritti, autorizzazioni o consensi necessari all’uso del materiale.

È iniziato il tentativo di santificazione di Youssef Siher, l’uomo dietro le piazze del 17 ottobre per il quale ora è stato chiesto il carcere. “Non è il ’mostro’ che tutti stanno descrivendo. Lo usano per screditare le proteste degli ultimi giorni”, dichiara a Il Giorno il Collettivo Gardesano Autonomo, che lo conosce molto bene e che ci ha lavorato insieme. “Non è un pericoloso fanatico e nemmeno il regista occulto degli scontri avvenuti in centro a Milano”, aggiungono, “è un ragazzo come noi, cresciuto sul Garda. È un pro Pal e siamo orgogliosi di averlo avuto al nostro fianco”.

Siher ha preso parte a numerose iniziative e festival, dove ha sempre approfondito i temi palestinesi. Nel paese in cui ha la residenza, Mazzano, ma dove non si vede spesso anche se ci abitano la madre e il fratello più piccolo, ancora minorenne, al contrario, non lo conoscono così bene. “Io l’ho visto camminare in paese qualche volta, ma non lo conosco. Non è uno che dà confidenza, un po’ come sua madre. Ma del resto qui a Mazzano ci sono tante persone venute per motivi di lavoro, perché qui ci sono fabbriche e cave. In paese praticamente vengono soltanto per dormire, e non tutti coltivano amicizie”, ha spiegato un residente. E la famiglia Siher sembra non essere particolarmente espansiva, viene definita piuttosto come una famiglia molto riservata, che non dà confidenza.

“Non so chi sia lui e nemmeno chi siano i suoi parenti, non è affatto scontato che se abbiamo le stesse origini ci dobbiamo conoscere per forza”, ha dichiarato un uomo marocchino a Il Giorno. “Youssef Siher ha avuto frequentazioni con il mondo antagonista e con i centri sociali e usa nei suoi scritti parole d’ordine che provengono dalla sinistra. È anche per questo ‘obbligatorio’ che la sinistra condanni questo connubio tra antagonisti e Islam politico invitando gli studenti a isolare gli eversori”, ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia nel corso della diretta televisiva “L’aria che tira” in onda su La7. “Questo estremista palestinese rappresenta un punto di sintesi di diverse negatività. Ha diffuso ‘guide’ pratiche già usate per organizzare le sommosse di piazza ai tempi delle ‘primavere arabe’. Una stagione lontana, 2011, che però portò alla guida dell’Egitto la ‘Fratellanza musulmana’, pericolosa organizzazione fondamentalista, poi per fortuna scalzata dal potere. Siher è poi diffusore di quella propaganda ‘pro-Pal’ che è in sintonia con i linguaggi e le idee di Hamas, organizzazione terroristica palestinese sorretta dall’Iran”, sono le parole di Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia.

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