“Sto benissimo, grazie a Dio”. Al Bano esordisce così a Verissimo, ospite di Silvia Toffanin, ma nel corso dell’intervista racconta anche le difficoltà che hanno segnato la sua vita, il rapporto con i figli e soprattutto il percorso che lo ha portato a rafforzare la propria fede. Un cammino passato anche attraverso la rabbia e le domande rivolte a Dio, fino a una nuova consapevolezza. E proprio parlando della famiglia, alla fine, pronuncia parole che non lasciano spazio a dubbi: “Io ho già perdonato”.
La crisi di fede: “Mi sono ricompattato con Dio”
La fede, racconta Al Bano, è diventata ancora più importante nei momenti più difficili della sua vita. La scomparsa della figlia e la fine del matrimonio con Romina Power lo travolsero come uno tsunami, mettendo in discussione anche il suo rapporto con Dio. “Cominciai a inveire. Dicevo: tu che sei il mio datore di fede, perché mi stai facendo passare questo? Perché devo sopportare queste forche caudine? Io so di essere stato un buon cristiano e non merito questo”, ricorda. Per sette o otto mesi visse una fase di profonda inquietudine, durante la quale non riusciva neppure a dormire serenamente. Un dolore che lo portò a interrogarsi sulla propria fede e sul senso della sofferenza, fino a rendersi conto di aver riversato su Dio la propria rabbia. A quel punto decise di chiedergli perdono e di ritrovare il dialogo con Lui. Oggi, spiega, la sua fede è più forte e salda che mai: “Qualunque cosa succeda nella mia vita, io nei confronti della fede, proprio per averla vissuta profondamente, non ho nessun dubbio”. A un certo punto, però, iniziò a interrogarsi sul significato della propria fede e sulla capacità di accettare anche le prove più dolorose. “Io mi stavo mettendo al suo livello”, ammette, ripensando alla rabbia con cui si era rivolto a Dio. Fu una riflessione che lo portò a cambiare prospettiva e a ritrovare la propria dimensione spirituale. “Mi sono ricompattato con Dio, ho chiesto anche scusa e oggi, a differenza di prima, la mia fede è molto più forte, molto più consolidata, molto più sicura”. Una certezza che oggi considera incrollabile: “Qualunque cosa succeda nella mia vita, io nei confronti della fede, proprio per averla vissuta profondamente, non ho nessun dubbio”.
Il valore della famiglia
Nel corso dell’intervista, Al Bano torna anche alle proprie radici e all’educazione ricevuta dai genitori. Cresciuto in una famiglia di contadini, in un ambiente semplice e segnato dalle difficoltà economiche, ha imparato fin da bambino quanto fosse importante restare uniti. “Quando nasci in una famiglia come la mia, di umili contadini, e ti insegnano il valore della famiglia, puoi andare alle stelle, puoi avere tutti i successi del mondo, ma quel seme non te lo distruggerà mai nessuno”. Ricorda di aver ascoltato i genitori parlare delle difficoltà del lavoro nei campi e dei pochi guadagni che restavano dopo aver sostenuto le spese. Fu anche quella realtà a spingerlo a partire dal Sud per cercare fortuna con la musica. Prima di andarsene, fece una promessa al padre: sarebbe tornato e avrebbe realizzato una cantina vinicola. E così è stato: il primo vino avrebbe portato proprio il suo nome. L’esempio dei genitori ha influenzato anche il suo modo di essere padre. Al Bano riconosce di aver commesso degli errori, ma considera il confronto una parte essenziale del rapporto con i figli. “Io voglio piena democrazia nel mio vivere”, afferma, spiegando di essere disposto ad accettare le critiche quando le ritiene fondate e a discuterne quando non le condivide.
Il messaggio ai figli: “Io ho già perdonato”
Nel finale dell’intervista, Silvia Toffanin gli chiede di rivolgere un messaggio di pace alla famiglia. Al Bano parla di incomprensioni e di momenti difficili, ma cerca anche di comprendere le ragioni dei figli, legate a esperienze che, a suo giudizio, non hanno reso semplice la loro giovinezza. “Non hanno vissuto una bella gioventù, per tante cose che erano successe. Io mi rivolsi contro Dio, loro stanno rivolgendosi contro il padre. Lo capisco”, dice, mettendo in relazione la propria crisi spirituale con le difficoltà che oggi attraversano i rapporti familiari. Il cantante non nasconde il desiderio di ritrovare serenità, ma precisa che il perdono non deve diventare uno strumento per imporre la propria volontà. “Un padre ha il dovere, il piacere anche, di dire: so anche perdonare se qualche cosa non la condivido”. Poi la dichiarazione più significativa: “E io ho già perdonato. Ma da padre, non da prepotente che vuole che ti perdonano tutti e nessuno. Ma so cosa vuol dire perdonare”.
