Flavio Bolsonaro, 45 anni, ha costruito la propria ascesa politica seguendo le stesse orme del padre, Jair Boslonaro, ex presidente del Brasile, pur cercando di presentarsi come una sua versione più moderata. Senatore e candidato del Partito liberale (PL), Flavio è arrivato al ballottaggio del 25 ottobre contro il presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva dopo aver raccolto il 47% dei voti al primo turno (contro il 45% del rivale).
La carriera politica
Avvocato, nato il 30 aprile 1981 a Resende, nello Stato di Rio de Janeiro, Flavio è entrato in politica a soli 21 anni, quando nel 2002 è stato eletto deputato nell’assemblea legislativa dello Stato, dove è rimasto per quattro mandati consecutivi.
I suoi cavalli di battaglia? La sicurezza pubblica, il sostegno alle forze dell’ordine e le proposte per inasprire le pene sono diventati i pilastri della sua agenda. Nel 2018 è stato eletto al Senato, proprio mentre il padre conquistava la presidenza, diventando uno dei suoi consiglieri informali e un interlocutore del governo con il Congresso.
Le controversie giudiziarie
La sua carriera è stata accompagnata anche da controversie giudiziarie. Nel caso della cosiddetta rachadinha, relativo al sospetto sistema di restituzione di parte degli stipendi degli assistenti parlamentari, Flavio ha negato ogni illecito: la denuncia è stata archiviata dopo che una parte rilevante delle prove era stata invalidata dalla giustizia. Di recente è finito inoltre sotto indagine per il finanziamento di Dark Horse, un film dedicato al padre. Il senatore ha sempre respinto le accuse.
L’asse (caldo) con Donald Trump
Sul piano internazionale Flavio Bolsonaro punta a rafforzare l’intesa con Donald Trump, cercando nell’amministrazione statunitense un interlocutore politico e un sostegno per il fronte conservatore brasiliano.
La convergenza riguarda la critica alla sinistra, la difesa di valori tradizionali e un approccio più duro alla criminalità. Il senatore, per questo, guarda anche al modello economico liberista del presidente argentino Javier Milei, promettendo tagli alla spesa e alle imposte, mentre cerca di rassicurare gli elettori sulla tenuta delle prestazioni sociali.
Il programma proposto è rimasto in ogni caso vicino alla linea più radicale del bolsonarismo. Emblematiche le proposte di amnistia per Jair e le critiche alle istituzioni giudiziarie.
