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Politica internazionale

Brasile, Lula chiede la cancellazione della candidatura di Bolsonaro: sotto accusa gli algoritmi di Meta

A cinque giorni dal ballottaggio presidenziale, il Brasile si ritrova al centro di uno scontro giudiziario che coinvolge anche il colosso tecnologico americano

Associated Press / LaPresse Only italy and spain

La battaglia per la presidenza del Brasile si sposta dalle urne ai tribunali, passando per gli algoritmi della Silicon Valley. A pochi giorni dal ballottaggio del 25 ottobre, la campagna del presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha deciso di giocare una delle sue carte più controverse: chiedere al Tribunale superiore elettorale (Tse) la cancellazione della candidatura di Flávio Bolsonaro, accusando Meta di averlo favorito attraverso una presunta manipolazione dei meccanismi di distribuzione dei contenuti digitali.

A rivelarlo è stata la giornalista Patrícia Campos Mello della Folha de S.Paulo, secondo cui lo staff del presidente ha presentato un’azione di indagine giudiziaria elettorale, conosciuta in Brasile con l’acronimo Aije, denunciando un presunto abuso di potere economico e un utilizzo improprio dei mezzi di comunicazione. Al centro del ricorso figurano Facebook, Instagram e WhatsApp, le tre piattaforme controllate dalla società di Mark Zuckerberg, accusate di aver garantito una maggiore visibilità ai contenuti di Bolsonaro, penalizzando contemporaneamente quelli del presidente uscente.

Bolsonaro, esponente del Partito Liberale e figlio dell’ex presidente Jair, aveva concluso il primo turno in testa con il 47,03% dei voti validi, contro il 45,16% di Lula. Ma il vantaggio si è progressivamente assottigliato, trasformando il ballottaggio in una competizione dall’esito incerto. I più recenti sondaggi mostrano una riduzione della distanza fra i due candidati, mentre entrambi cercano di conquistare gli indecisi e mobilitare il proprio elettorato.

Da giorni la campagna di Lula denuncia una serie di anomalie nel funzionamento delle piattaforme digitali, alcune delle quali sono emerse anche attraverso comunicazioni interne alla società americana. Uno degli episodi più significativi risale al 9 ottobre, quando l’account ufficiale di Lula su Instagram sarebbe rimasto impossibilitato per quasi 24 ore a promuovere a pagamento i propri contenuti. Secondo le stime dello staff presidenziale, il blocco avrebbe impedito di raggiungere circa 1,3 milioni di utenti.

Ma il problema non riguarderebbe soltanto la pubblicità elettorale. La documentazione pubblicata dal quotidiano brasiliano descrive anche anomalie nelle raccomandazioni automatiche di Instagram e WhatsApp. In particolare, alcuni utenti che cercavano su WhatsApp un canale di sostegno a Lula si sarebbero ritrovati fra i risultati anche un canale favorevole Bolsonaro, denominato “Tropa do Flávio”.

Un comportamento particolarmente controverso perché la normativa elettorale brasiliana limita la raccomandazione algoritmica dei profili ufficiali dei candidati, proprio per impedire che i sistemi automatici delle piattaforme alterino artificialmente la visibilità delle campagne. Un’ulteriore contestazione riguarda gli strumenti di intelligenza artificiale: il sistema avrebbe consentito in determinate circostanze la creazione di immagini elettorali favorevoli a Bolsonaro, rifiutando invece richieste analoghe riferite a Lula.

Meta ha negato di aver favorito deliberatamente uno dei candidati, sostenendo che le anomalie segnalate dipendessero da problemi tecnici. Le comunicazioni interne pubblicate dalla Folha, tuttavia, mostrano che alcuni dipendenti erano consapevoli delle restrizioni subite dagli account del presidente e delle irregolarità. Ieri, il giudice Marco Aurélio Bellizze, del Tribunale superiore elettorale, ha concesso a Meta 24 ore per dimostrare che i propri algoritmi e strumenti di intelligenza artificiale garantiscono un trattamento paritario alle candidature di Lula e Bolsonaro. La decisione prevede inoltre la possibilità di aumentare da 500mila a un milione di reais al giorno la sanzione in caso di ulteriore inadempienza.

Nel frattempo, la battaglia giudiziaria si inserisce in un quadro normativo complesso. Il presidente del Tse, Kassio Nunes Marques, ha recentemente autorizzato la ripresa delle raccomandazioni algoritmiche per i profili dei candidati già eletti al primo turno. Una decisione che, secondo la stampa brasiliana, potrebbe avvantaggiare indirettamente Bolsonaro, sostenuto da una rete di politici e influencer particolarmente influenti sulle piattaforme social.

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