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Politica

Controlli rafforzati La mossa islamista per eluderli: “Cambiare piazze”

Intensificato il monitoraggio dei social. Il Movimento: “Indicheremo i ritrovi trenta minuti prima”

Militari presidiano piazza Mercanti nelle vicinanze di piazza del Duomo a Milano, 23 Ottobre 2026.// Military patrols conduct inspections at sensitive locations throughout the city, in Milan, Italy, 23 October 2026. On Saturday 17 October clashed set the Lombard capital ablaze. Groups of young people are threatening to repeat the clashes every Saturday thereafter. ANSA / MATTEO BAZZI

Le forze dell’ordine rafforzano i controlli, il Governo studia nuove misure per contrastare le violenze di piazza e i movimenti antagonisti rispondono cambiando strategia. È una partita che si gioca su scala nazionale, da Milano a Torino, passando per Roma, Firenze e le altre città interessate dalle nuove convocazioni. Dopo i disordini dello scorso weekend, l’apparato di sicurezza ha alzato il livello di attenzione, predisponendo presidi rafforzati, monitoraggio dei social e dispositivi di ordine pubblico. Ma il Movimento 17 ottobre ha annunciato una contromossa: cancellare gli appuntamenti già comunicati e modificare le modalità di mobilitazione. «Le piazze iniziali non sono più valide», scrivono. Il piano prevede di sostituire i concentramenti già pubblicizzati con tre diversi punti di ritrovo per città, da comunicare a ridosso delle manifestazioni. I partecipanti vengono invitati a organizzarsi preventivamente in gruppi, attraverso collettivi, organizzazioni o reti di conoscenze, per poi confluire in un’unica mobilitazione. «Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto»: una strategia pensata per complicare la predisposizione dei dispositivi di sicurezza. Non è un caso che il cambiamento venga annunciato proprio mentre, dopo le devastazioni di Milano, il governo valuta un rafforzamento degli strumenti di contrasto alle violenze collettive, dall’estensione dell’arresto differito alle nuove misure per i responsabili di disordini. «Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati», rivendicano nel documento. «Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non troverete nessuno di noi e troverete molti di loro (forze dell’ordine ndr)». E precisano: «Alle 14:30 in punto in ogni città comunicheremo tre concentramenti per città, resi noti solo mezz’ora prima».

Ora fari puntati anche su Roma, dove l’allerta è dello stesso livello di Milano e Torino e sono previste tre mobilitazioni. Gioventù Nazionale manifesterà nel quartiere Prati, con una partecipazione stimata tra mille e duemila persone, il Fronte antimperialista annuncia oltre diecimila partecipanti tra piazza della Repubblica a via dei Fori Imperiali. Entrambi cortei regolarmente preavvisati. La vera incognita è rappresentata proprio dal Movimento 17 ottobre, che aveva inizialmente convocato una manifestazione al Circo Massimo. A complicare la situazione si potrebbero aggiungere frange del tifo organizzato che, secondo quanto risulta a Il Giornale, starebbero spingendo nelle varie chat per iniziative in chiave «anti maranza» con il rischio di ulteriori contrapposizioni. A Ferrara, su iniziativa del sindaco Alan Fabbri, si è formato un «nucleo antimaranza» come risposta ai disordini. Ieri il questore della Capitale Roberto Massucci ha presieduto un tavolo tecnico per definire il piano di sicurezza, improntato alla «saturazione del territorio reale e virtuale», con controlli rafforzati e monitoraggio di social.

Ma la tensione attraversa tutta Italia. A Torino predicatori islamici come Brahim Baya vanno a fare laboratori nelle scuole occupate. Qui il fronte antimilitarista è molto attivo, la rete Torino per Gaza è uno dei principali contenitori dell’attivismo filopalestinese e tornano a mobilitarsi gli ambienti antagonisti legati ad Askatasuna, con i collettivi studenteschi e realtà vicine ai No Tav. Anche a Milano alle nuove convocazioni si affiancano in modo dirompente le iniziative delle organizzazioni Propal, tra cui i Gpi che hanno inneggiato al 7 ottobre e l’Associazione dei Palestinesi in Italia di Mohammad Hannoun, in carcere con l’accusa di terrorismo, presenti nelle piazze con il Centro sociale Vittoria. A Bologna ci sono Cas e Cua, oltre alle sigle per la Palestina. Anche Firenze, Brescia e Bergamo sono interessate da mobilitazioni. Tre città in cui la presenza islamista è ai massimi livelli insieme ai capoluoghi piemontese e lombardo: un’ulteriore incognita per gli addetti alla sicurezza, che cercano di comprendere in che modo il mondo musulmano prenderà le redini dei disordini. A Bari scende in piazza Potere al Popolo, che si unisce al Movimento 17 Ottobre e alla Sumud Flotilla mentre a Napoli si mobilitano i Carc e la Ong Mediterranea. La contemporaneità delle iniziative e il nuovo piano annunciato dal Movimento aggiungono un elemento di imprevedibilità che mostrerà, anche in ottica del 30 (giornata nazionale della Palestina), come le varie realtà troveranno la saldatura.

FG

GiuSor