Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 12:09
Politica

Immigrazione, Meloni chiede la stretta: “Rivedere le norme Ue”

Il premier propone procedure più efficaci sul trattenimento alle frontiere. Dopo i fatti di Ceuta, il richiamo ai partner europei: mantenere alta la vigilanza sui confini esterni

L'accoglienza diventa farsa E la Germania attacca Alfano

Difesa delle frontiere esterne, prevenzione degli ingressi irregolari e procedure più efficaci per gestire i flussi. Giorgia Meloni torna a mettere l’immigrazione al centro del confronto europeo e rilancia su una linea che ha trovato progressivamente spazio nell’agenda dell’Unione. A margine del Consiglio europeo, il presidente del Consiglio ha ospitato una nuova riunione informale sulle soluzioni innovative in materia migratoria insieme ai primi ministri danese Mette Frederiksen e olandese Rob Jetten. Un appuntamento per verificare i risultati raggiunti e individuare i prossimi passi, con un’attenzione particolare alla sicurezza dei confini.

Il confronto ha coinvolto, oltre alla Commissione europea e ai tre Paesi promotori, altri sedici Stati membri, tra i quali Germania, Austria, Grecia, Polonia e Svezia. Una partecipazione ampia, che conferma quanto il tema delle nuove modalità di gestione dell’immigrazione sia ormai entrato stabilmente nel dibattito europeo.

“La riunione ha consentito di fare il punto sui progressi raggiunti negli ultimi mesi e sulle prossime iniziative, con particolare attenzione alla prevenzione degli arrivi irregolari di massa, alla strumentalizzazione dei migranti e all’attuazione del nuovo quadro normativo europeo”, riferisce Palazzo Chigi. Sul tavolo, dunque, sia l’applicazione delle regole già approvate sia gli interventi necessari per affrontare nuove situazioni di pressione alle frontiere

È in questo contesto che Meloni ha richiamato i recenti eventi di Ceuta. Il premier, spiega la nota, “ha sottolineato la necessità di mantenere alta la vigilanza sulle frontiere esterne dell’Unione, focalizzandosi sulla prevenzione dell’immigrazione irregolare e dei relativi rischi di sicurezza”. Un richiamo alla dimensione europea della gestione dei confini: la pressione su una frontiera esterna riguarda l’intera Unione.

Accanto alla vigilanza, il nodo degli strumenti a disposizione degli Stati. Il presidente del Consiglio “ha inoltre posto il tema di una revisione mirata della legislazione europea per rendere più efficaci le nuove procedure relative al trattenimento dei migranti irregolari durante le procedure di frontiera”.

Non è tutto. In base alle informazioni disponibili al momento, sono state presentate diverse richieste di modifica al paragrafo dedicato alle conclusioni del Consiglio europeo in tema di immigrazione. Entrando nel dettaglio, tra gli emendamenti presentati al testo dovrebbero esserci la proposta esplicita di citare i “pull factor” e la richiesta di impegno sull’attivazione di un nuovo meccanismo di emergenza sulle migrazioni dopo la crisi di Ceuta. Si tratta di due dossier che potrebbero infiammare il dibattito nel corso della riunione del Consiglio.

Commenti