Che gli ultimi mesi di Jannik Sinner siano stati un po’ confusionari, lo avevamo capito da molti spifferi. Non è solo l’infortunio che ha colpito il campione, ma come è stato gestito. Sia quando gli è stato permesso di infilare cinque Masters 1000 di fila su superfici e in condizioni diverse, finendo per vederlo uscire svuotato a Parigi nel modo che tutti ricordiamo. Sia per cosa è successo dopo la vittoria a Wimbledon.
Il tormentone ginocchio si arricchisce ora di un altro particolare, che per come è stato raccontato potrebbe rappresentare una profonda spaccatura nel team di Jannik. Brad Gilbert, ex giocatore, ex allenatore (di Agassi e Roddick), soprattutto amico di Cahill, ha sganciato la bomba: «Darren ha scoperto all’ultimo che Jannik non avrebbe giocato a Cincinnati». Da qui il diluvio, che da buon amico del coach australiano (e quindi si suppone che non abbia parlato a caso), ha alimentato con i particolari: «Tutto è iniziato quando Darren era in viaggio verso l’aeroporto di Los Angeles per prendere un volo per Cincinnati. Lì avrebbe dovuto incontrare Jannik, ma all’ultimo ha ricevuto una telefonata che gli comunicava il ritiro dal torneo. Da allora è in attesa di notizie, è molto frustrante». A ciò si aggiunge il silenzio di Simone Vagnozzi, non con i media (sia mai) ma con molti amici a lui vicini con i quali ha staccato la comunicazione.
Riassumendo: in questo periodo sfortunato si è sentito un po’ di tutto. Ovvero: la gestione dell’infiammazione al ginocchio non è stata all’altezza; i timori del giocatore; gli obblighi di contratti con i tornei che Alex Vittur, il suo manager, ha cercato disperatamente di far rispettare. Col risultato che Sinner tornerà (forse) a gennaio, e magari con un nuovo team. Supposizioni? Dice Gilbert: «Riuscite a immaginare cosa succederebbe se a dicembre il dolore persistesse? L’intervento chirurgico diventerebbe un’opzione». Possiamo dirlo: a questo punto siamo preoccupati (e già da un po’). MLomb
