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Viaggi

Alla scoperta dei castelli nella vita delle nobili famiglie

Torri, mura e residenze raccontano secoli di storia delle grandi stirpi che hanno governato queste terre. Tra i manieri più rappresentativi il Castel Thun con la Stanza del Vescovo

Castel Thun, Val di Non

Non solo mele, ma anche castelli. In Val di Non, tra colline puntellate di meleti e piccoli borghi votati all’agricoltura, affiorano torri, mura e antiche residenze che raccontano secoli di storia. Tanto che la zona è conosciuta anche come la valle dei castelli, custode moderna di un’eredità architettonica straordinaria, lasciata dalle grandi famiglie nobili che governarono queste terre. Le storiche dimore dei Thun, degli Spaur, dei Coreth e dei Khuen, aperte a visite, permettono ancora di avvicinarsi alla vita politica, culturale e quotidiana della valle, trasformando ogni visita in un viaggio nel tempo. Tra i manieri più rappresentativi, Castel Thun.

Domina la valle da una collina sopra Vigo di Ton, è circondato da meleti e protetto da un articolato sistema di mura, e conserva il fascino di una fortezza, senza rinunciare all’eleganza di una residenza aristocratica. Che si scopre attraversando cortili, logge, sale di rappresentanza e appartamenti privati. Tra gli ambienti più particolari, la Stanza del Vescovo, rivestita in legno di cirmolo e impreziosita da una stufa in maiolica.

La galleria dei ritratti, la biblioteca, la cappella di San Giorgio, le collezioni d’arte e l’armeria restituiscono, invece, l’immagine di una dimora che fu per secoli centro di vita aristocratica e intellettuale. A Tassullo, Castel Valer conserva, invece, arredi e testimonianze della famiglia Spaur. E la storia qui si rinnova con «Caccia all’indizio», visita dedicata alle famiglie che invita i bambini a osservare dettagli, risolvere enigmi e scoprire chi abitò questi solenni ambienti nel corso dei secoli (ogni domenica fino al 29 novembre). Poco distante, Castel Nanno si distingue per il profilo slanciato dominato dalla torre centrale, che richiama le forme delle Dolomiti di Brenta. Il maniero custodisce storie e leggende, come quella degli innamorati Melisenda e Ludovico, e può essere visitato con guida o in autonomia. L’esperienza si completa con una castagnata nei giardini, trasformando il racconto storico in un momento conviviale tra il profumo delle caldarroste.

Il dialogo tra passato e presente caratterizza, invece, Castel Belasi, all’ingresso della valle. Dopo un accurato restauro, l’antico complesso è rinato come polo culturale e spazio espositivo. Il mastio pentagonale, le cinte murarie e le garitte raccontano la sua lunga storia difensiva, mentre esposizioni e iniziative artistiche ne mostrano il volto contemporaneo (apertura: fino al 25 ottobre, da martedì a domenica, con visite guidate la domenica pomeriggio).

Più raccolta è infine l’atmosfera di Castel Coredo, austero palazzo signorile immerso nel verde. Ricostruito nelle forme attuali nel Settecento, conserva arredi storici, trofei di caccia e una quadreria dedicata soprattutto alla famiglia Coreth e alla Casa d’Asburgo. La visita, disponibile solo su prenotazione e in forma guidata, comprende anche il vicino Palazzo Nero.

Info: www.visittrentino.info