Infantino (Fifa): Grande successo dei Mondiali Usa grazie all'amministrazione Trump
"Quando ci siamo incontrati per la prima volta, Signor Presidente, nell'estate del 2018 dopo l'assegnazione dell'evento, Le ho promesso che avremmo realizzato una grande Coppa del Mondo; ebbene, questa Coppa del Mondo ha superato ogni aspettativa. Stadi pieni – 7 milioni di persone presenti –, decine di milioni di spettatori nelle città di Stati Uniti, Canada e Messico, miliardi davanti alla TV: tutti si sono goduti le partite con felicità, gioia e in un clima di pace. E il sogno americano, Signor Presidente, è diventato realtà. Abbiamo unito il mondo. Abbiamo unito il mondo in America. Quando Le dissi che avremmo organizzato una grande Coppa del Mondo, Lei rispose che l'America avrebbe accolto il mondo. E l'America ha davvero accolto il mondo. Tutti coloro che sono venuti qui si sono divertiti. Anche chi è rimasto a casa ha potuto godersi l'evento guardando le immagini straordinarie di queste bellissime città ospitanti, con tifosi provenienti da ogni parte del globo riuniti in pace. Signor Presidente, all'insegna della felicità e della gioia; non so se lo sappia, ma la definizione ufficiale della FIFA è che noi siamo i fornitori ufficiali di felicità per l'umanità da 120 anni. Quindi offriamo gioia e felicità – a meno che la propria squadra non perda, ovviamente. Tutto questo, naturalmente, non sarebbe stato possibile – e lo dico perché è la verità, non ha bisogno di complimenti, Signor Presidente – senza di Lei. Lei, la Sua amministrazione, ogni singola persona alla Casa Bianca, nell'amministrazione, nelle città, negli Stati: tutti hanno contribuito a creare un ambiente sicuro e gioioso, permettendo di vivere un'esperienza che il mondo non aveva mai visto prima. Questa non è stata, e non è soltanto, la più grande Coppa del Mondo di tutti i tempi. È il più grande evento umano, sociale e culturale a cui l'umanità abbia mai assistito. E noi ne facciamo tutti parte. Per questo La ringrazio moltissimo", lo ha detto Gianni Infantino al Presidente Trump a New York. WhiteHouse (Alexander Jakhnagiev)