Arte, letteratura, storia: ora la banca investe sul nuovo umanesimo

Fondazione Intesa Sanpaolo promuove 5 borse di studio per la ricerca post laurea

"Una società che non ha cultura del bello si traduce in una perdita di valore per tutti". Pietro De Sarlo, presidente della Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus è consapevole di viaggiare in controtendenza mentre annuncia l'avvio di un nuovo bando fresco fresco di delibera del consiglio di amministrazione. Ma per uno come lui, appassionato velista, viaggiare contro vento è una sfida che conosce bene. E infatti la fondazione ha deciso di finanziare cinque borse di studio per altrettanti dottorati di ricerca su materie che potremmo definire non più tanto «di moda». Quelle materie che hanno sbocchi professionali più difficili e fanno più fatica di altre a recepire fondi. Oggi più di ieri, in una società dove «competenza» e «conoscenza» sono quasi diventati antagonisti, sempre più tecnica e scientifica, dove chi studia greco è ritenuto quasi uno studente d'altri tempi e resta sempre il dubbio che - oggi più di ieri - stia solo sprecando ore di sonno e giovinezza su aoristi troppo lontani dalla realtà. La Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus ha deciso di puntare su tutto questo. «Sono solo cinque borse di studio, ma abbiamo scelto un ambito importante per la nostra cultura, dove senza il nostro intervento quei determinati progetti non sarebbero stati avviati. Un piccolo segnale che potrebbe essere un volano per il nostro paese», fa notare De Sarlo. Il contributo è infatti destinato a dottorati di ricerca delle università statali di tutta Italia che affrontino lo «studio e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico-architettonico e ambientale» ma anche le «scienze umanistiche ovvero psicologia, letteratura, filosofia, storia, religione, diritto, lingue linguistica, filologia e anche semiotica, arti visive e arti performative». L'importo totale è di 350mila euro e copriranno l'intero triennio di dottorato. Gli aspiranti ricercatori dovranno avere conseguito la laurea con una votazione non inferiore al 110 e lode, non devono essere più di un anno fuori corso ma dovranno allo stesso tempo avere una situazione economica con un indice Isee non superiore ai 25mila euro. La valutazione delle domande sarà sottoposta ad una commissione composta da 5 personalità del panorama culturale italiano, due delle quali sono stati già individuate, Ferruccio De Bortoli e Philippe Daverio. È questo solo l'ultimo progetto di Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus che, ormai dal 2010, ha già promosso 54 bandi per borse di studio per un importo complessivo di due milioni e 550mila euro, interessando a rotazione 40 università statali italiane, in 14 delle quali sono intervenuti per la seconda volta. Fino ad oggi ha supportato percorsi universitari di 1645 studenti in difficoltà economica o in situazioni di particolare disagio che «senza questo nostro intervento sarebbero stati tentati dall'abbandonare gli studi», spiega ancora De Sarlo. Ora, con questa nuova delibera, la fondazione si spinge oltre, entrando nel mondo dei dottorati di ricerca. Un ulteriore passo avanti per la fondazione istituita nel 2008 dai tre soci fondatori Bazoli, Salza e Passera e con un primo fondo di 150mila euro versato di tasca loro. Fin dall'inizio aveva tre filoni di intervento, e cioè l'assistenza dei lavoratori della banca in situazioni di disagio, l'aiuto per associazioni che operano dove c'è bisogno (dai dormitori alle mense) per finire al supporto all'istruzione nelle università.