Dopo 17 anni i Ris confermano: "Serena Mollicone uccisa nella caserma di Arce"

La studentessa fu uccisa nel 2001. Nel 2017 una perizia aveva rivelato che la frattura del cranio di Simona era compatibile con dei segni su una porta della caserma

Sono passati 17 anni da quando Serena Mollicone, la studentessa di Arce, in provincia di Frosinone, ha perso la vita. Solo adesso le perizie confermano i sospetti degli inquirenti, secondo i quali la ragazza di 18 anni venne uccisa nella caserma dei carabinieri.

Il primo giugno del 2001, Serena era uscita di casa per recarsi in ospedale, dove doveva sottoporsi ad una visita medica, ma non ha più fatto rientro a casa. Il suo corpo è stato trovato due giorni dopo in un boschetto: legata mani e piedi e un sacco di plastica sulla testa.

Per il delitto era stato inizialmente accusato un carrozziere che forse la vittima doveva incontrare. L'uomo era stato poi prosciolto da tutte le accuse. Nel 2008, il suicidio di un carabiniere della stazione di Arce, che indagava sul caso, aveva sollevato diversi sospetti. Poi, nel 2017, la perizia del medico legale, effettuata dopo la riesumazione del corpo, aveva confermato la compatibilità tra la frattura del capo della vittima e alcune ammaccature presenti su una porta della caserma dei carabinieri. L'ipotesi era che Serena fosse stata prima brutalmente picchiata e poi soffocata con un sacchetto di plastica. Ora arriva anche la conferma dei Ris, che hanno analizzato il nastro adesivo usato per legare le mani e i piedi della 18enne: risulta essere proveniente dalla caserma di Arce.

Per il delitto sono indagati, con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere, l'ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce, il carabiniere Franco Mottola, il figlio Marco e la moglie Annna. Inoltre risultano coinvolti anche il luogotenente Vincenzo Quatrale, per concorso morale in omicidio e per istigazione al suicidio del brigadiere Turzi, e l'appuntato Francesco Suprano per favoreggiamento, come riporta il Corriere della Sera.