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Nazionale

Cortei, 60 perquisizioni in 23 città: “Soggetti che avevano incitato le violenze nelle chat e sui social”

Da questa mattina la Digos e la polizia postale sono impegnati in un’attività sul territorio in relazione a quanto accaduto ieri in 50 piazze in tutta Italia

Prime conseguenze dei cortei di ieri: questa mattina sono state eseguite 60 perquisizioni in 23 città da parte della Digos e della Polizia postale. La Polizia spiega che sono in corso “nei confronti di soggetti che nelle chat e nelle piattaforme social avevano incitato a compiere violenze nelle recenti manifestazioni di piazze”. Nella giornata di ieri le maggiori violenze sono state compiute a Torino e a Roma, dove gli antagonisti in più occasioni sono entrati a contatto con le forze dell’ordine.

Nella Capitale sono stati circa 300 gli identificati ma fortunatamente alla fine delle manifestazioni le conseguenze sono state meno gravi di ciò che si paventava inizialmente. Nei diversi canali d’area, infatti, per giorni erano state fomentate violenze contro le forze dell’ordine in tutte le città: i dispositivi di prevenzione messi in atto dal Viminale, invece, hanno funzionato e le scene del 17 e 18 ottobre non si sono ripetute. “11 poliziotti e 2 carabinieri feriti, di cui un poliziotto con una frattura scomposta alla mano che dovrà essere sottoposto a intervento chirurgico: è il bilancio finale delle manifestazioni di ieri. Ancora una volta il prezzo della violenza nelle piazze lo hanno pagato le divise”, ha dichiarato Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp.

“Secondo i nostri dati sono sei i poliziotti feriti a Mestre, quattro a Vicenza e uno a Torino, dove sono rimasti contusi anche due carabinieri. A Mestre, in particolare, un collega del Reparto Mobile di Padova ha riportato la frattura scomposta della mano con trenta giorni di prognosi e necessita di essere operato nei prossimi giorni. Da questo quadro emerge una modalità ormai ricorrente: le frange violente si separano dai cortei e si muovono in piccoli gruppi moltiplicando i punti di pressione per sfiancare i dispositivi di sicurezza”, ha aggiunto Pianese. “L’obiettivo dichiarato è cercare lo scontro e forzare i blocchi per raggiungere i palazzi delle istituzioni, come si è visto a Roma con il tentativo di marciare verso il Parlamento e a Torino contro la Prefettura. I dispositivi hanno tenuto solo grazie all’equilibrio e alla professionalità delle forze dell’ordine impiegate in tutta Italia, che hanno respinto i tentativi di sfondamento e tutelato i manifestanti pacifici. Il nostro auspicio, ora, è che tutti i responsabili di questi attacchi vengano individuati e puniti senza sconti”, ha concluso il sindacalista.

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