Allarme attentati dalla Puglia. Bari crocevia di terroristi

Giro di documenti falsi nel capoluogo pugliese. Il fine potrebbe essere quello di agevolare l’ingresso in Italia di presunti terroristi islamici

“Ansar Al Islam” (“Ausiliari dell’Islam”) è il gruppo islamico radicale di cui gli inquirenti ritengono facciano parte i due cittadini britannici, entrambi di 31 anni, di origine irachena arrestati a Bari alla vigilia degli attentati di Bruxelles. L’accusa che pende su di loro è di terrorismo internazionale.

Tra le ipotesi formulate dopo i primi accertamenti, si teme che i due uomini fossero nel capoluogo pugliese per consegnare passaporti falsi.
Secondo la direzione distrettuale antimafia, che sta portando avanti l’inchiesta, Bari potrebbe essere la base da cui partono i documenti falsi che potrebbero, quindi, agevolare l’ingresso di probabili terroristi islamici in Italia.

Proprio nei giorni scorsi è stato fermato un uomo iracheno di 39 anni, trovato in possesso di documenti falsi: l’uomo si sarebbe presentato come l'avvocato difensore di presunti terroristi in contatto con un personaggio ritenuto di rilievo nel panorama del terrorismo internazionale, così come riportato dagli organi d'informazione regionali.

L’uomo è stato fermato in pieno centro a Bari con una carta d’identità rilasciata dalla Repubblica Ceca, intestata a un cittadino finlandese, costata all’uomo 5 mila euro. A sua volta l'uomo avrebbe venduto il suo documento d’identità per 500 euro ad un albanese.

I presupposti perché la Puglia, per la sua vicinanza all’Africa e alla Grecia, possa essere una “zona franca” (come ha definito la città di Bari il quotidiano pugliese "La Gazzetta del Mezzogiorno"), e crocevia di terroristi islamici o fiancheggiatori delle organizzazioni terroristiche internazionali, ci sono tutti.
Intanto gli investigatori portano avanti le indagini mentre crescono i timori che la frontiera pugliese sia in realtà un nuovo, avanzato, fronte nella lotte al terrore.