In giro per la truffa dello specchietto, arrestati

Noleggiavano auto e fingevano telefonate in carrozzeria per ingannare automobilisti nel Napoletano, finiscono in manette due persone

Noleggiano una Jeep e attendono in strada gli automobilisti da truffare con il vecchio, immarcescibile, sistema dello “specchietto”. Ma durante una “trattativa” per spillare soldi all'ignara vittima si imbattono nei carabinieri che li arrestano.

È accaduto a Boscoreale, in provincia di Napoli. A finire in manette due persone, un 38enne e un 45enne entrambi residenti a Casalnuovo nel Napoletano, già noti alle forze dell’ordine e ritenuti dagli inquirenti degli autentici “specialisti” del settore.

Per l’ultima impresa, quella che è costata loro le manette, avevano preso a noleggio un'auto di marca Jeep. L'avevano parcheggiata nei pressi di una delle strade ad alto scorrimento del centro vesuviano e s'erano messi pazientemente in attesa.

Il primo a cadere nella loro tela è stato un ignaro automobilista, al volante di una Citroen. Per fingere, in maniera convincente, di essere stati “investiti” da lui, gli hanno rifilato un pesante colpo sulla carrozzeria. Il rumore, così, avrebbe dovuto convincere il cittadino, distratto, che uno scontro c’era effettivamente stato. L’hanno rincorso e fermato, mostrandogli lo specchietto rotto. Poi hanno iniziato la “trattativa”. Lo spauracchio dell’aumento del premio dell’assicurazione, a fronte della segnalazione del sinistro con il modulo Cid, è bastato a convincere l’automobilista che – convinto al telefono da un presunto carrozziere, interpellato quale “amico” dai due truffatori - ha sganciato una banconota da cinquanta euro per sanare l’incidente alla buona.

Dopo aver incassato, i due si sono rimessi in attesa di un altro “pollo” da spennare. Non hanno dovuto attendere troppo. Stavolta, nel mirino, è finito un automobilista alla guida di una Mercedes. Con lo stesso, identico, sistema, lo hanno avvicinato. Quindi hanno ripreso la manfrina dell’incidente, del danno e del risarcimento alla buona. Proprio mentre avevano iniziato a “trattare”, si sono materializzati davanti a loro i carabinieri. I militari hanno stabilito in pochissimo tempo che quello specchietto era già rotto e che, dunque, non c’era alcuna responsabilità di nessuno dei due automobilisti fermati. Svelando, così, la truffa e stringendo le manette ai loro polsi.

Commenti
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gzorzi

Lun, 24/09/2018 - 15:51

Te pareva...

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bonoitalianoma

Lun, 24/09/2018 - 18:41

Cosa si fa per campare ... senza lavorare e dare a Cesare quello che è di Cesare e al fisco quello che è del fisco.