"Io, autrice del libro nella bufera"

Ci sono voluti quasi cinque anni per scrivere Come la sabbia di Herat, il mio primo libro. Era il 2014 quando decisi di mettere nero su bianco le mie esperienze di inviata di guerra. Volevo rendere omaggio ai caduti dell'Afghanistan, terra su cui ho messo i piedi undici volte. Nel 2015 mi sono ammalata di cancro al seno e ho messo da parte il mio progetto editoriale. Quando sono guarita ho deciso di fare la cosa più naturale per una giornalista: ho messo i miei pensieri su carta, o, meglio, sullo schermo di un telefono cellulare, perché il mio primo volume l'ho scritto così, come faccio con tutti i miei articoli. Ho proposto il mio lavoro a tante case editrici, in passato, ma nessuno lo voleva. Finché un giorno qualcuno mi chiede: «Vorresti pubblicare con Altaforte»? Era una casa editrice agli esordi, piccola, ma ben organizzata. Ho deciso di dare fiducia a chi mi dava la possibilità di raccontare la mia storia e quella di gente morta per la propria Patria. Il mio libro è stato un successo: l'ho presentato al Senato grazie al gruppo Lega e poi in Campidoglio e in tanti altri posti.

Il direttore, Alessandro Sallusti, ha fatto una prefazione bellissima. Avevo intervistato molte volte il ministro Matteo Salvini e da Altaforte mi propongono di fare un instant book in vista delle Europee. Un libro intervista da 100 domande all'uomo più discusso d'Italia. Chiedo ai collaboratori del ministro e la richiesta viene accordata. Scrivo in tempo record, tra notti insonni, appesantite dall'attesa dell'ennesimo intervento post cancro. Ne esce un libro a mio parere equilibrato e giornalisticamente buono. Non avevo motivo di pensare che Io sono Matteo Salvini, in uscita il 9 maggio, avrebbe scatenato polemiche ancor prima di essere in libreria. Mi accusano di aver pubblicato con la casa editrice di CasaPound. Ma io Francesco Polacchi non l'ho mai neanche incontrato. La garanzia dell'indipendenza di Altaforte sta nei nomi degli autori che con essa hanno deciso di pubblicare i propri libri: Adriano Scianca, Francesco Borgonovo, Francesca Totolo, Ilaria Bifarini. Le prefazioni dei volumi sono di Maurizio Belpietro e Alessandro Sallusti, per i miei titoli, Marcello Veneziani, Mario Giordano e altri per il resto del catalogo. Quando esce la notizia che «Salvini ha pubblicato con la casa editrice di CasaPound» mi sorprendo. Come si può strumentalizzare così? Come si può creare polemiche prima di aver letto il libro? Il direttore del Salone del Libro, Nicola Lagioia, dice che non sarà presentato, Christian Raimo accusa i miei colleghi di essere fascisti o razzisti. E la parte buonista d'Italia si schiera. Contro il giornalismo indipendente, contro gente che lavora con serietà, contro il ministro Salvini, perché, lo spiego nel libro, quest'uomo solo al comando di un'Italia allo sbando è diventato capro espiatorio di qualsiasi cosa succeda nel Paese.

Subito si levano gli scudi della brigata antifascista. Si grida allo scandalo. La verità è che nessuno tiene conto del fatto che l'articolo 21 della Costituzione sancisce la libertà di espressione. Per tutti. Altaforte è una casa editrice fuorilegge? No. Salvini è un ministro fuorilegge? No. Chiara Giannini è una giornalista fuorilegge? No. Io sono una giornalista. Punto. Ho pubblicato un libro con una casa editrice, non con la casa editrice di CasaPound. Punto. Leggetelo il mio libro, magari vi accorgerete che avete preso tutti una grossa cantonata.

Commenti

maxmado

Mar, 07/05/2019 - 10:03

Gentile Chiara, al solito i "democratici" e "liberali" di sinistra si comportano da veri fascisti, nel senso più negativo del termine, cioè si comportano esattamente come quelli che a loro dire vorrebbero combattere, eliminare. Ma non si preoccupi, alla fine sono talmente stupidi che non si accorgono neanche che altro che una gran bella pubblicità gratuita non le stanno facendo. Se avessero davvero voluto boicottare il suo libro avrebbero dovuto fare una sola cosa, ignorarlo. Con l'importanza che le hanno dato, invece, molte persone, me compreso, non vedranno l'ora di leggerlo, come anche il suo primo libro sull'Afghanistan. Si rallegri, anzi, da superiore, li ringrazi per il servizio che le hanno reso questi "antifascistoni" da due soldi.

Bebele50

Mar, 07/05/2019 - 10:08

I veri fascisti di oggi sono gli antifascisti, quelli che pensano di detenere la verità.

MOSTARDELLIS

Mar, 07/05/2019 - 11:17

Questi farabutti del pensiero unico non perdono mai occasione per fare politica vomitevole. Sino dei poveracci che non sanno più a che santo votarsi per restare a galla e quindi inventano di tutto pur di andare contro Salvini. Infatti, secondo questa gentaglia vomitevole, qualunque cosa succeda in Italia è colpa di Salvini.

dank

Mar, 07/05/2019 - 11:20

Al salone del libro ci sono gli editori. Gli editori pagano i loro stand. Il fatto di essere editori significa che si prendono la responabilità di quello che pubblicano. Se violano la legge per l'appunto interviene la legge non l'organizzazione del salone, un Raimo qualunque o le brigate partigiane. PS Il Raimo qualunque però si è fatto un pò di pubblicità. Ma mai come questo libro e questo editore che da oggi comincerò a seguire e comprare.

GioZ

Mar, 07/05/2019 - 11:59

Gentile Chiara, devo essere onesto e ti dico: dopo tutti questi tentativi di censura, è CERTO CERTISSIMO che comprerò il tuo libro appena lo trovo in libreria e ti dico che avrei fatto lo stesso anche se ci fosse stata una censura contraria, ciò da destra verso sinistra, per intenderci. Ogni volta che si cerca di mettere qualcuno a tacere o di censurarne l'opera, io corro ad informarmi perché sospetto che in qualche modo abbia ragione. Questo vale, per me, anche per l'informazione scientifica o medica. So che avresti preferito che si leggesse il tuo libro a prescindere da questa cattiva pubblicità, ma porta pazienza. Alla fine i censori, come spessissimo accada, hanno sortito l'effetto contrario. Ti faccio tanti auguri.

schiacciarayban

Mar, 07/05/2019 - 12:51

Il fatto che Salvini abbia fatto un libro con un micro editore totalmente sconosciuto è ovviamente un enorme favore all'editore in questione che finalmente avrà un libro che si vende bene. Quindi il tema è che Salvini ha fatto un favore a un suo amico e il suo amico è un fascista dichiarato.

un_infiltrato

Mar, 07/05/2019 - 13:40

Nessun dubbio sulla onestà intellettuale della persona perbene di Chiara Giannini.

carpa1

Mar, 07/05/2019 - 13:46

Continua a schiacciare occhiali che è sicuramente più divertente invece di perdere tempo a scrivere commenti senza senso o, più precisamente, che denotano solo quel "senso" unico oggi di moda (anche se non si può mai sapere per quanto) ma senza idee.

schiacciarayban

Mar, 07/05/2019 - 14:08

carpa1 - Allora dimmi perchè secondo te uno sceglie un'editore sconosciuto per un suo libro. Si diverte a vendere un decimo delle copie? L'unica altra spiegazione è che gli editori veri si siano rifiutati di pubblicare Salvini, ma mi sembra strano.

Ritratto di Arduino2009

Arduino2009

Mar, 07/05/2019 - 14:30

Non mi dilungo, le statistiche fatte fino a ieri danno ragione al libro, all'autrice e a chi lo ha pubblicato, quindi tutto il marcio sinistroide se ne faccia una ragione, e lo sanno anche.

schiacciarayban

Mar, 07/05/2019 - 14:45

Arduino 2009 - Le statistiche di cosa? Ma di cosa sta parlando?

karpi

Mar, 07/05/2019 - 15:02

@schiacciarayban Non ti preoccupare, è un bug della scheda Arduino. Con il prossimo rilascio si mette a posto.

investigator13

Mar, 07/05/2019 - 15:40

non è un processo al libro non è un processo ad Altaforte è il processo CasaPound

Ritratto di etaducsum

etaducsum

Mar, 07/05/2019 - 15:54

Gentile Signora, Così vanno le cose in Italia. I partigiani rossi dell’ANPI sono ancora convinti di far dimenticare agli italiani che loro non volevano liberare l’Italia, ma regalarla su un piatto d’argento a Stalin e chiamano «fascista» chi non lo ha dimenticato. Allo stesso tempo i residuati fossili del marxismo-leninismo-staliniasmo, che imperversano all’interno del governo «mai con i comunisti»(sic), chiamano «zecche rosse» chi non crede alla loro falsa propaganda. È così che da noi chi non è né fascista, né comunista DOC, è trattato, ad un tempo, da fascista e da comunista. Ricordi Dante: «non ti curar di loro, ma guarda e passa».

Amazzone999

Mar, 07/05/2019 - 16:07

Bufera? No, buffonata. Gli impavidi cultori dell'antifascismo, gli ineffabili organizzatori del Salone del Libro di Torino epurano una piccola casa editrice e l'autrice di un libro su Salvini in nome dei valori democratici e del crisma del politicamente corretto? Bene, sono coerenti, si suppone. Invece...Quattro anni fa il Salone del Libro invita cone ospite d'onore l'Arabia Saudita, noto campione dell'antidemocrazia, salvo poi retrocedere per troppe proteste. Firma un accordo con Sharja, una delle sette capitali degli Emirati arabi. Poi la grande trovata antifascista. Nel 2020 prevede come ospite d'onore l'Iran degli ayatollah, campione della teocrazia islamista più radicale, che impicca i gay,arresta, imprigiona e tortura intellettuali antiregime, dissidenti, voci critiche, perseguita e arresta le donne alla ricerca di libertà, che vogliono sbarazzarsi del velo e difendere i diritti umani. Lo stesso vorrebbe distruggere Israele e adora il Mein Kampf di Hitler.

Ritratto di saròfranco

saròfranco

Mar, 07/05/2019 - 16:17

Qualcuno, di certo più intelligente di me, ha detto: "I fascisti (in Italia) si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti". Io aggiungerei che gli antifascisti sono quelli che più incarnano l'intolleranza, la violenza, il pregiudizio, il totalitarismo, il classismo che essi stessi attribuiscono ai fascisti.

schiacciarayban

Mar, 07/05/2019 - 16:40

Amazzone 999 - Guarda che il Salone del Libro di Torino se ne frega altamente sia di questo libro che di questo editore. Lo tratta come qualsiasi altro editore, ce ne sono a centinaia di piccolini. Tutto il polverone è architettato ad arte per promuovere sia il libro che l'editore. Il ministro della propaganda sa fare il suo mestiere, peccato che dovrebbe fare il ministro dell'interno!

Nick2

Mar, 07/05/2019 - 17:12

Che la casa editrice Altaforte sia diretta da Polacchi, attivista di Casa Pound, dichiaratamente fascista e sotto processo per violenze, è risaputo. Che Casa Pound sia un partito fascista, pure, che Salvini strizzi l'occhio a Casa Pound, anche. Ma per la legge Casa Pound non è partito fascista, quindi lei ha tutto il diritto di pubblicare i suoi libri con Altaforte. Naturalmente non può sperare di non ricevere critiche...

carpa1

Mar, 07/05/2019 - 18:17

schiacciarayban- E quali sarebbero gli editori veri? Forse quel tale Giangi Feltrinelli, fascista prima, poi estremista rosso pro "Che e Fidel" tanto da voler trasformare la Sardegna in una nuova Cuba, per poi esplodere nel tentativo di far saltare in aria un traliccio dell'AT? Di queste menti bacate faccio volentieri a meno. Una cosa però è certa: questo paese è ormai perduto perchè il fascismo è stato soppiantato da un altro totalitarismo che, sfruttando le debolezze delle persone stremate e desiderose di lavorare per la ricostruzione, ha pensato solo a creare le premesse (costituzione ad hoc, occupazione dei gangli più importanti del paese) per prendere il posto dei fascisti dando corso ad una democrazia solo di nome che, di fatto, è solo servita a creare una cortina fumogena attraverso la quale molti, cittadini e paesi stranieri, hanno visto solo ciò che questi anti italiani volevano far loro vedere; ed oggi ne paghiamo le conseguenze..

Amazzone999

Mar, 07/05/2019 - 18:55

Schiacciarayban 16.40 - In effetti, pare che gli organizzatori abbiano venduto lo stand all'editore Altaforte e qualcosa sia cambiato con l'attuale gestione, dopo le polemiche e gli scivoloni causati dalla direzione di Massimo Bray, ma trovo grottesco il polverone sollevato da singoli e associazioni che si fregiano del titolo di democratici e antifascisti. Io difenderò sempre la libertà d'espressione e opinione, anche se propone idee antitetiche alle mie, ma non quella di repressione, censura, proscrizione in modo violento e perentorio di parola e scrittura, anticamera di ogni totalitarismo. Non sopporto l'ipocrisia di chi si proclama democratico, antifascista, antirazzista, difensore dei diritti umani, ma poi tace o addirittura giustifica e corteggia il peggio del peggio, chi quei diritti li calpesta, li disprezza, tortura ed elimina, brucia i libri e la mente delle persone, come i regimi islamici che il Salone voleva omaggiare.