Pokemon GO, gioco fatale in Bosnia a causa delle mine

Più del 2% del territorio di Bosnia ed Erzegovina rimane minato con circa 84mila ordigni, vent'anni dopo la guerra del 1992-1995

Ci sono paesi in cui giocare a Pokemon Go potrebbe essere molto pericoloso, addirittura fatale. Come in Bosnia, dove per dare la caccia a Pikachu e compagnia alcuni giocatori si sono avventurati in aree dove sono ancora disseminate le mine antiuomo della guerra del 1990.

A lanciare l'allarme è l'associazione "Posavina bez mina", che si batte da anni per la bonifica della regione e che su Facebook ha lanciato un appello agli utenti della popolare app di "rispettare i segni di demarcazione dei pericolosi campi minati e non andare in zone sconosciute".

In Bosnia almeno 600 persone sono state dilaniate dalle mine dalla fine della guerra nel 1995 e si stima che ce ne siano ancora circa 120.000 da scoprire.

Più del 2% del territorio di Bosnia ed Erzegovina rimane minato con circa 84mila ordigni, vent'anni dopo la guerra del 1992-1995.

Da quando nel 1996 sono iniziate le operazioni di sminamento, le esplosioni nei campi cosparsi di ordigni hanno causato 1.739 vittime, di cui 606 sono morte. La bonifica continua tuttora, in modo molto lento.

Si moltiplicano di giorno in giorno i fatti di cronaca legati all'utilizzo di Pokemon Go.

Nella città di Cirebon, nella provincia di Giava Occidentale, un francese è stato arrestato e rilasciato per essere entrato inavvertitamente in una base militare mentre dava la caccia alle creature virtuali.

E se la polizia del Missouri ha arrestato quattro persone per rapina che hanno usato alcune funzioni di Pokémon GO per vedere dove si trovano gli altri giocatori e attirarli in posti precisi dove poi li hanno derubati, in Florida due adolescenti hanno rischiato la vita per via di un uomo che gli ha sparato davanti la sua abitazione, forse scambiandoli per ladri.