Pontremoli, pesce avariato e vermi nel riso in mensa scolastica

Il servizio mense era stato affidato ad un nuovo gestore, una Cooperativa sociale, in data 1 ottobre: i primi problemi, tuttavia, si sono registrati fin da subito, il 4 e l’8 dello stesso mese. Interrogazione al sindaco da parte del gruppo consiliare di minoranza “Open Pontremoli”

Choc e proteste a Pontremoli (Massa-Carrara) per la diffusione di una notizia relativa alla qualità del cibo della mensa scolastica di una scuola media.

Gli alunni hanno infatti trovato vermi nel riso e del pesce avariato, cosa che ha fatto scattare l’allarme e le rimostranze tra i genitori dei piccoli, ovviamente preoccupati per la salute dei loro figli.

Sono i rappresentanti del gruppo "Open Pontremoli" a sollecitare un’interrogazione al sindaco della città Lucia Baracchini in merito alla questione, ritenuta di massima urgenza. La gestione delle mense scolastiche era stata affidata ad un nuovo gestore in data 1 ottobre, con qualche disagio per il ritardo rispetto all’inizio dell’anno scolastico. Erano tuttavia arrivate le rassicurazioni da parte del vicesindaco Manuel Buttini circa la qualità del servizio fornito dalla nuova Cooperativa sociale, che avrebbe consentito addirittura di migliorare le condizioni rispetto agli anni precedenti.

Ciò nonostante, i primi problemi si sono registrati fin da subito, in data 4 ed 8 di ottobre. Gli alunni, secondo quanto riferito dai consiglieri comunali Francesco Mazzoni, Elisabetta Sordi e Gregorio Petriccioli, parole riportate da “La Nazione”, si sono trovati davanti dei cibi non certo di prima qualità. “Ragazzi e bambini hanno riscontrato la presenza di animali nei piatti della mensa e la somministrazione, ad esempio, di pesce chiaramente avariato e non idoneo al consumo.”

Gli autori dell’interrogazione chiedono chiarezza al sindaco, ed un intervento forte a tutela della salute dei bambini che frequentano le mense, in maniera tale che un episodio del genere possa non ripetersi mai più. “Non si può in alcun modo derubricare l’accaduto a semplice incidente di percorso. Riteniamo doveroso che ciascuno si prenda le proprie responsabilità. Anche se il prodotto fosse già arrivato avariato in cucina, non doveva essere cucinato né tantomeno in alcun modo servito ai bambini. Vuol dire che c’é stata una mancanza di attenzione da parte di chi doveva controllare la qualità del prodotto. Oppure, peggio ancora, non esiste una figura responsabile della qualità e della salubrità del cibo che viene servito tutti i giorni ai nostri figli.”