Trattativa Stato Mafia, assolto l'ex ministro Mannino

Il gup del Tribunale di Palermo Marina Petruzzella ha assolto l’ex esponente della Dc "per non avere commesso il fatto"

Il gup del Tribunale di Palermo Marina Petruzzella ha assolto l’ex ministro Calogero Mannino. È stato assolto "per non avere commesso il fatto". La Procura aveva chiesto per Mannino, accusato di minaccia a corpo politico dello Stato, la condanna a nove anni di carcere. Questa è la prima sentenza, con il rito abbreviato, del processo sulla trattativa Stato-mafia. Il troncone principale è quello che si celebra davanti alla Corte d’assise di Palermo con dieci imputati, tra cui il generale Mario Mori e l’ex Presidente del Senato Nicola Mancino. Per l’ex ministro Dc, l’accusa - rappresentata dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dai sostituti Nino Di Matteo, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia - aveva chiesto nove anni di carcere.

Si tratta della prima sentenza riguardo alla presunta trattativa tra lo Stato e la mafia. A marzo di due anni fa, infatti, il collegio difensivo (Grazia Volo, Nino Caleca, Carlo Federico Grosso e Marcello Montalbano) optò per il rito abbreviato. Mentre prosegue quello ordinario per gli altri imputati. Mannino stamane non era presente alla lettura della sentenz. "Spero che sia per Mannino la fine di un incubo giudiziario", ha affermato, commentando la sentenza di assoluzione del suo cliente, l’avvocato Nino Caleca.

Commenti
Ritratto di maurofe

maurofe

Mer, 04/11/2015 - 12:11

L'hanno "crocifisso" per anni per poi assolverlo....distrutto politicamente e moralmente...adesso lo stato dovrà pagare i danni per un'altra inchiesta fasulla.....e i magistrati fenomeni dell'inchiesta non pagheranno nulla....siamo proprio la repubblica delle banane!!

unosolo

Mer, 04/11/2015 - 12:17

questo cosa significa ? ora chi risarcisce del danno subito ? Rovinare famiglie intere senza prove certe o solo estrapolando parte delle frasi nelle intercettazioni o solo per aver sentito dire o addirittura per politica o chissà cosa trovano per portare al macello persone ,, comunque è importante che ne esca indenne , ormai il danno è stato assodato. auguriamoci tanta salute alla faccia di chi ci vuole male.,.

Ritratto di Giano

Giano

Mer, 04/11/2015 - 12:20

La domanda che viene spontanea, in questo come in altre decine di casi simili, è questa: e adesso chi paga il risarcimento ed i danni economici e morali?

Felice48

Mer, 04/11/2015 - 12:28

E ora che ne paga le infinite conseguenze? Tenerlo per tanti anni sulla graticola e rovinargli la vita.

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Mer, 04/11/2015 - 12:32

Con il "concorso esterno" tutti possiamo essere crocifissi per mafia o qualunque altra organizzazione,basta un'occasionale e seppur minima frequentazione,magari per lavoro.Sino a quando la responsabilità del magistrato non verrà sanzionata con il pagamento in solido dei danni causati alla vittima di turno,sino a quando non vi sarà l'obbligo di denuncia con la sospensione della retribuzione,sino a il licenziamento per giusta causa,questi magistrati continueranno a far politica nelle sedi giudiziarie.E MAGISTRATURA DEMOCRATICA TRIONFERA'!!!

Ritratto di Alberto43

Alberto43

Mer, 04/11/2015 - 12:37

Le solite inchieste all'italiana come se si trattasse di una pizza, l'importante è lasciare il segno e i dubbi, intanto gli italiani pagano il conto e gli aguzzini fanno carriera!

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Mer, 04/11/2015 - 12:57

Io, l,ho detto é lo ripeto che finché in italia non si fará una radicale riforma della giustizia, il nostro paese non sará mai un paese civile e democratico. E, anche sul piano economico il nostro paese non potrá mai progredire avendo una giustizia da 3 mondo, l,italia ha una economia moderna, ma lei ha anche una giustizia che é uguale all,inquisizione spagnola, é queste 2 Cose non si possono compatire l,una con l,altra, perche sarebbe come mettere il motore di una ferrari dentro alla carrozzeria di una 500!é chi non lo vuole capire o lui é un idiota, oppure é complice di una giustizia che é indietro anche a quella del ruanda Burundi!.

beale

Mer, 04/11/2015 - 12:57

Mannino : È stato assolto "per non avere commesso il fatto". quindi il fatto sussiste però Mannino è estraneo. Lo Voi dice: "impugneremo la sentenza" quindi secondo la procura, il giudice ha sbagliato. E, se a sbagliare sono gli inquirenti, chi paga?

thepaul

Mer, 04/11/2015 - 13:12

"Non aver commesso il fatto" significa che la persona indagata NON ha commesso il fatto, ma non che il fatto non esista...

steacanessa

Mer, 04/11/2015 - 13:17

Nuova vergogna giudiziaria. Ma dove è il numero uno del csm?

Ritratto di alasnairgi

alasnairgi

Mer, 04/11/2015 - 13:17

Questa sentenza è come il cacio sui maccheroni ( un classico!). Leggete l'editoriale di Sallusti qui a bordo pagina||||

Antimafioso

Mer, 04/11/2015 - 13:31

I politici la fanno sempre franca. Basta una poltrona e un colletto bianco per essere assolti. Chi e' quell'illuso che per la prima volta disse "la legge e' uguale per tutti"?

squalotigre

Mer, 04/11/2015 - 13:32

beale- quando si assolve per non avere commesso il fatto non ci si esprime sulla veridicità del fatto ma solo sulla responsabilità dell'imputato. In un paese civile gli inquirenti non godono delle stesse guarentigie dei giudicanti. Nei paesi civili esiste una netta separazione e mentre i giudici possono sbagliare, almeno che non ci siano evidenti contraddizioni, tra la sentenza e le prove, gli inquirenti rispondono in proprio delle proprie azioni, come i comuni funzionari dello stato, e se causano danni irreparabili pagano sia civilmente che penalmente. Da noi i magistrati in generale, sono considerati simili a semidei. Potrebbero fare come al termine della lettura del Vangelo e alla pronuncia della sentenza o delle loro richieste sostituire "parola di Dio", con " parola di Lo Voi o di Bruti Liberati" e noi credenti dovremo rispondere, amen.

vince50_19

Mer, 04/11/2015 - 14:05

Un'altra macchia nerissima per la giustizia italiana. A quando la responsabilità penale per i magistrati (che sia tale)?

polonio210

Mer, 04/11/2015 - 14:17

Urge una riforma della Giustizia.Chiunque venga assolto,in primo grado,con la formula "per non avere commesso il fatto" non dovrebbe essere chiamato nuovamente a processo e in questo caso deve essere fatto divieto al PM di interporre ricorso.Si dovrebbero ridurre i gradi di processo da tre a due ed in caso di condanna,a qualunque pena in primo grado,solo il condannato può richiedere il ricorso al secondo grado.Il collegio giudicante dovrebbe essere formato solamente da cittadini,senza la presenza di nessun magistrato(come negli Stati Uniti),ed il loro giudizio insindacabile.Separazione delle carriere in magistratura e assoluta parificazione tra difesa ed accusa,pena la decandenza del processo.

Angelo48

Mer, 04/11/2015 - 14:40

Ennesima tangibile dimostrazione di provvedimenti giudiziari emessi in forma aprioristica, dalla più grande casta esistente oggi nel nostro malridotto Paese. Qualcuno dei lettori si chiede: chi paga ora? Risposta ovvia: NESSUNO, perché all'interno della casta, vige il detto "cane non morde altro cane".

Ritratto di Jiusmel

Jiusmel

Mer, 04/11/2015 - 16:23

Un uomo dello stato, nemmeno tra i più incapaci, e la sua famigli rovinati per sempre. Ora chi paga?

baio57

Mer, 04/11/2015 - 16:42

Angelooooooo dove sei stato ???? Guarda che qui sei sempre di casa .

Angelo48

Mer, 04/11/2015 - 17:17

@ baio57: per molto tempo caro amico, sono stato "cancellato" dalla redazione e - di conseguenza - mi è passata la voglia di commentare inutilmente. Quando mi tornano i 5 minuti (come oggi), provo a riscrivere. Tra l'altro, non credo che questa sia ancora "casa mia", né credo che questo Giornale soddisfi appieno le mie esigenze relative ai commenti. Ti saluto e ti leggo sempre con piacere però.

gurgone giuseppe

Mer, 04/11/2015 - 17:50

Io ci credo che Mannino non abbia avuto a che fare con le accuse che l'hanno costretto persino alla galera; però lui dovrebbe parlare, dovrebbe dire perchè in quegli anni '90 che, ricordiamolo, era in corso una delle più grandi ristrutturazioni del capitale della Storia d'Italia, l'hanno coinvolto insieme ad altri in dubbie vicende il cui chiaro scopo era eliminarli politicamente, sottraendo loro persino quello che controllavano economicamente. Se non parla è come se facesse l'omertà, e viene il sospetto che sia il prezzo che ha dovuto pagare per questa assoluzione. Dovrebbe parlare sopratutto per rispetto verso i Siciliani, che il prezzo di quella ristrutturazione hanno pagato con disoccupazione e impoverimento dal quale non ci si è più ripresi.

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Mer, 04/11/2015 - 18:21

facciamoci i caxxi nostri, ci facciamo una giustizia tutta nostra, che ci faremo la grana, pò-pò-pò.

elgar

Mer, 04/11/2015 - 19:23

E' vero che la magistratura se sbaglia non paga mai. Pagasse almeno in termini di credibilità. Almeno quello. con la differenza che la parola "magistratura" è un nome astratto. Il magistrato che sbaglia no. Ha un nome e un cognome. Però il CSM stende sempre un velo su tutto. E addirittura premia. Rimane il fatto che non si può credere a questa "giustizia" "a scatola chiusa" in maniera fideistica. Perchè quest'uomo è stato eliminato politicamente parlando. E, ora, "assolto per non aver commesso il fatto". Anche se l'attesa della pena è già in sè una pena. Già scontata.

ciannosecco

Mer, 04/11/2015 - 19:32

Intervengo solo per salutare un caro fratello,Angelo48.Un abbraccio a tutti gli amici.Lino.