Ecco gli italiani amici di Hamas

Cosa ci fanno i padrini dei pacifisti, con sguardo orgoglioso, in una foto al fianco di Khaled Mashaal, il capo politico di Hamas, sulla lista nera del terrorismo palestinese? Il Giornale pubblica l'immagine scattata a Damasco, dove Mashaal guida i suoi dall'esilio. La foto ritrae l'ex senatore comunista Fernando Rossi, il suo braccio destro Monia Benini, con tanto di velo islamico, e il palestinese Mohammad Hannoun che vive da anni in Italia. I primi due facevano parte dell'esercito pacifista che ha cercato di arrivare a Gaza. Dovevano imbarcarsi a Cipro, ma all'ultimo momento sono rimasti a terra. Hannoun è il presidente dell'Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese, con sede a Genova, che ha raccolto aiuti umanitari per centomila euro caricati nelle stive della flottiglia della discordia. Due suoi uomini, Ismail Abdel Rahim Qaraqe Awin e Abd El Jaber Tamimi stavano seguendo l'operazione per «liberare» Gaza. Solo il primo si è imbarcato a Cipro ed è stato arrestato in mezzo al mare dagli israeliani assieme agli altri cinque pacifisti a senso unico italiani. Giuseppe Fallisi, Angela Lano, Marcello Faraggi, Manolo Luppichini, Manuel Zani e Qaraqe sono stati liberati ieri mattina assieme a centinaia di altri pseudo pacifisti.
Stamattina lasceranno Israele, ma ci si deve chiedere come mai i loro compagni di lotta, votati a parole alla pace, vanno a baciare la pantofola di un personaggio come Mashaal, che sogna la distruzione di Israele ed è responsabile politico dei razzi lanciati sulle città ebraiche da Gaza e degli attacchi kamikaze. Nella foto l'ex senatore Rossi è alla sua sinistra, con la cravatta vermiglia e i baffoni grigi. Al suo fianco si nota la Benini, presidente della lista civica nazionale «Per il bene comune» fondata da Rossi. Ex sindaco comunista e parlamentare del Pdci dal 2006 al 2008, con Angela Lano, una delle “pacifiste” liberate ieri, aveva scritto un peana di Hamas nel novembre 2008. Dall'articolo si scopre che il premier fondamentalista Ismail Haniyeh lo ha incaricato di «lavorare affinché delegazioni del governo (...) palestinese di Gaza possano uscire dalla Striscia per incontrare ufficialmente i leader europei». Nella conviviale con Mashaal il 19 marzo dello scorso anno, l'ex senatore avrebbe criticato i Paesi arabi che hanno relazioni diplomatiche con Israele reo di «commettere crimini contro il popolo palestinese».
La Benini è una vera e propria pasionaria, che durante le sue visite a Gaza si commuove per le storie dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, ma critica la mobilitazione della comunità internazionale e del Papa «per un unico prigioniero, il soldato Gilad Shalit». In un'intervista la "pacifista" spiega che Mashaal e Haniyeh sono «due persone irreprensibili sul piano etico e umano». Chi raccoglie il verbo filo Hamas? La solita Lano, direttrice dell'agenzia stampa Infopal.it, liberata ieri.
Nella foto dell'incontro a Damasco a destra di Mashaal c'è il "pacifista" Hannoun, che oltre a guidare una onlus di Genova (Abspp) presiede l'Associazione dei palestinesi in Italia. Una costola politica, che tre giorni prima del sanguinoso blitz israeliano aveva già pronto un piano di proteste in 5 punti. Hannoun e la sua onlus erano i capofila degli aiuti italiani della flottiglia kamikaze. Solo pochi giorni fa la procura di Genova ha archiviato un'inchiesta nei suoi confronti per associazione con finalità di terrorismo. L'Abspp raccoglie fondi, che arrivano anche alle famiglie dei terroristi suicidi. Lo stesso Hannoun ha dichiarato alla magistratura: «Fra i nostri assistiti ci sono pure figli di kamikaze, ma questo non è certo un reato. Sono bambini, orfani e hanno bisogno di aiuto, come gli altri».
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