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Politica estera

Brasile, urne chiuse nel caos: disagi e ricorsi. Testa a testa tra Lula e Bolsonaro, ma si rischia l’annullamento

Si conclude il ballottaggio più incerto degli ultimi anni. Operazioni di voto estese due ore oltre la chiusura per via di disagi nei trasporti e maltempo

Opposition presidential candidate Sen. Flavio Bolsonaro, left, raises his hands as Brazilian President Luiz Inacio Lula da Silva, who is running for reelection, looks on during a televised presidential debate one week before the presidential runoff election in Sao Paulo, Brazil, Sunday, Oct. 18, 2026. (AP Photo/Andre Penner) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Con due ore di ritardo si chiudono le urne in Brasile, dove quasi 160 milioni di elettori erano chiamati oggi a scegliere il prossimo presidente della più grande economia dell’America Latina. Il ballottaggio tra il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva e il senatore Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex capo dello Stato Jair, conclude una campagna elettorale segnata da una profonda polarizzazione politica e da un confronto che va ben oltre i confini nazionali. L’attenzione si concentra ora sullo scrutinio elettronico, con i primi risultati attesi nelle prossime ore. Al momento, con meno del 20% dei voti scrutinati, Bolsonaro è in testa con il 50,27%, contro il 49,68% assegnato a Lula.

Il candidato della destra arriva all’appuntamento dopo aver superato Lula al primo turno del 4 ottobre, ottenendo circa il 47% dei voti contro il 45% del presidente uscente. Un vantaggio che, tuttavia, non garantisce la vittoria. Secondo gli ultimi sondaggi diffusi da Datafolha, Quaest e CNT/MDA, i due candidati risultavano sostanzialmente appaiati, con Bolsonaro avanti di appena uno o due punti percentuali, uno scarto compreso nei margini di errore delle rilevazioni.

A pesare sulla scelta degli elettori sono stati soprattutto il costo della vita, la sicurezza, la corruzione e le difficoltà economiche. Ma la posta in gioco è anche geopolitica. Lula ha difeso l’autonomia del Brasile nei rapporti internazionali, mentre Bolsonaro ha promesso un riavvicinamento a Washington, rivendicando la propria sintonia con Donald Trump. Una sua eventuale vittoria potrebbe infatti rafforzare l’influenza statunitense nella regione, mentre la riconferma del presidente uscente segnerebbe la continuità di una politica estera più autonoma.

Non poche difficoltà hanno ostacolato le operazioni di voto. Le stesse che ora rischiano di invalidare il voto.

A Salvador, la mancanza di autobus ha indotto il TRE (Tribunale Elettorale Regionale) di Bahia a ordinare alla Polizia Federale l’arresto del Segretario alla Mobilità, Pablo Souza. Il municipio, guidato da Bruno Reis (União Brasil), alleato di Bolsonaro, al momento in missione ufficiale a Parigi. Il tribunale ha inoltre ordinato l’immediato ripristino dell’intera flotta, con una sanzione di 1 milione di reais all’ora. Anche nello stato di Sergipe gli elettori si sono trovati ad affrontare lunghe code per gli autobus gratuiti. La pioggia ha rappresentato un ulteriore ostacolo. I temporali stanno colpendo Belo Horizonte, dove la Protezione Civile aveva emesso un’allerta di livello elevato e alcuni quartieri sono rimasti senza corrente; diverse città del Paraná, dove tre tratti di autostrade federali sono stati bloccati.

Il Ministero della Giustizia aveva individuato le carenze in otto stati nella fornitura di trasporti per gli elettori: Bahia, San Paolo, Piauí, Sergipe, Pará, Alagoas, Rio de Janeiro e Paraíba. Per questa ragione, qui le operazioni di voto sono state prorogate fino alle 19.00, ora di Brasilia. Il problema però è che questa decisione è giunta troppo tardi in diversi seggi elettorali, che avevano già chiuso all’ora prevista e non potevano più essere riaperti. Secondo numerosi esperti legali, ci sarebbero le condizioni per chiedere l’annullamento del secondo turno.

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