Confindustria e sindacati, il Pdl smaschera il patto: "Non ci sono le risorse"

Per attuare le proposte per rilanciare l'economia servono 40-50 miliardi. Brunetta: "Ci dicano dove trovare le coperture"

Confindustria e sindacati insieme per far ripartire l'Italia? Una bella iniziativa, ma difficilmente realizzabile. A dirlo è Renato Brunetta che, dopo aver visto il documento, ha concluso che il patto richiede una copertura tra i 40 e i 50 miliardi di euro.

"Siamo totalmente d’accordo sulla necessità di ridurre il cuneo fiscale, di detassare gli utili reinvestiti nelle aziende, di introdurre meccanismi di sostegno all’accesso al credito per le imprese, di finanziare grandi progetti di innovazione, di riconoscere un credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, di aumentare le detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati", ha detto il capogruppo alla Camera del Pdl, "Ma Confindustria e i sindacati non solo non ipotizzano alcun tipo di copertura per la realizzazione di tutti questi interventi, ma neanche quantificano nel loro documento il costo dell’operazione. Ebbene, lo facciamo noi: per avere davvero effetto sull’economia, tutte le misure elencate nel Patto richiedono dai 40 ai 50 miliardi".

Come? Solo per il cuneo fiscale servono "almeno 15-16 miliardi (un punto di Pil)". "Ci provò Prodi nel 2006 con 5 miliardi ed effetti non significativi", ricorda Brunetta, aggiungendo che altri 10-15 miliardi servono per le detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati e ulteriori 5 miliardi per detassare gli utili reinvestiti e riconoscere un credito di imposta per ricerca e sviluppo alle imprese. A questo poi vanno aggiunti ancora 10-15 miliardi per finanziare progetti di innovazione e prevedere meccanismi di sostegno all’accesso al credito per le imprese.

Soldi che non possono essere trovati dal governo, neppure sostenendo che se si è potuta eliminare l'Imu sulle prime case si devono trovare risorse anche per il lavoro: "Esiste un problema di scala che rende inconfrontabili i due interventi", ha detto l'esponente Pdl, "Confindustria e sindacati quantifichino, come atto di responsabilità, il costo delle loro proposte e propongano delle coperture, come ha fatto il Pdl con riferimento all’Imu. Saremo tutti contenti di chiedere al presidente Letta di portare in Consiglio dei ministri e di approvare con tempestività un testo normativo che contenga tutti i punti del patto siglato ieri, con relative coperture". E ha agiunto: "Confindustria e sindacati ci spieghino anche come mai hanno proposto solo incentivi e sgravi fiscali a carico dello Stato e non anche misure di vero stimolo all’economia, quali l’aumento dell’orario di lavoro, l’aumento della produttività, la riduzione delle festività retribuite e la riorganizzazione degli ammortizzatori sociali, sul modello delle riforme tedesche dei primi anni 2000. Se tengono veramente a cuore la crescita e l’occupazione in Italia, affrontare questi nodi è ormai indilazionabile. Non si può fare sviluppo solo a spese della collettività e con il rivendicazionismo puro, senza responsabilità".

Commenti

brunicione

Mar, 03/09/2013 - 13:50

I sindacati saranno sempre contro gli imprenditori e lo sviluppo delle aziende, in trenta anni di sindacalismo becero e miope, gli stipendi Italiani sono tra i più bassi d'Europa. Epifani e Camusso, mentre oziate in Grand Hotel pagato dai lavoratori, fate almeno questa riflessione

m.m.f

Mar, 03/09/2013 - 14:39

LE RISORSE CI SAREBBERO IL PROBLMA E' CHE LE INDUSTRIE SE NE VANNO TUTTE DA QUI GIUSTAMENTE E A GAMBE LEVATE!

Ritratto di sgnorrossi

sgnorrossi

Mar, 03/09/2013 - 14:41

brunetta ha ragione ma vediamo il bicchiere mezzo pieno: chi rappresenta una parte produttiva del paese chiede meno tasse sul lavoro di tutti e sarebbe utile e non un esercizio di stile approfodire la cosa. @brunicione: è vero che i sindacati italiani non tutelano molto i lavoratori, dato che i salari sono bassi da anni, ma il problema non è eliminarli ma che cambino passo, e questa richiesta congiunta con confindustria mi pare utile, poi ovvio è poca roba, ma meglio di nulla lo è!!

disalvod

Mar, 03/09/2013 - 15:29

I COMMENTI O SI FANNO CON OGGETTIVITA' DI PENSIERO E VEDUTE OPPURE E' MEGLIO TACERE.CHI DEVE SFOGARSI TROVI ALTRE STRADE.PERCHE' NON METTERE SUL PIATTO TUTTO IL PATRIMONIO DEI SINDACATI CHE E' UN BENE DI TUTTI I LAVORATORI?INOLTRE IL PRESIDENTE DELLA CONFINDUSTRIA NON E' ALTRO CHE LA FOTOCOPIA DEI SUOI PREDECESSORI E QUINDI SERVE SOLTANTO A FARE DISCORSI E NULL'ALTRO.ALLO STATO ATTUALE NON CREDO DI TROVARE PERSONE CHE VENGONO AD INVESTIRE IN UN'ITALIA DOVE LA BUROCRAZIA E' IL TUO ASSASSINO.DATEMI SEI MESI DI TEMPO ED IO VI SOLLEVERO' L'ITALIA SEMPRE CHE TE LO PERMETTONO..IL BRUTTO DI QUESTO POPOLO E' QUELLO DI VOLERE LA GIUSTIZIA SOCIALE MA QUANDO LA VAI AD APPLICARE TUTTI SI RIBELLANO.QUINDI SIAMO UN POPOLO DI RAZZA O UNA RAZZA DI POPOLO?

mamex

Mar, 03/09/2013 - 16:10

Lo sapevate che i sindacati possono licenziare i propri dipendenti senza nessun obbligo di riassunzione? (legge fatta apposta). Detto questo mi scappa da ridere, hanno sempre protetto i fancazzisti le zecche e tutti i vari ladri e sabotatori. Adesso piangono? Hanno fatto o chiudere (quei poveracci che non avevano le forze) o scappare dall'Italia una valanga di aziende. Adesso che l'animale azienda è morto, voglio vedere di cosa si nutriranno le zecche.

unosolo

Mar, 03/09/2013 - 16:44

mettiamoci in testa una cosa , col PDL o prima con FI le opposizioni e i sindacati chiedevano le coperture oltre a fare sempre sciopero a prescindere si serviva o no , oggi che il PD governa anche a metà non serve sapere se ci sono se mai si alzano le tasse , semplice no ? La CGIL ha rovinato il lavoro da oltre venti anni non è sindacato per i lavoratori ma contro.

giovauriem

Mar, 03/09/2013 - 17:13

brunetta dice:dove si trovano 50.000.000.000 i sindacati e i politici di sinistra,sanno dove trovarli,siamo 60.000.000 di italiani 833,33 euro a testa compreso neonati bambini,dis'occupati pensionati(anche quelli a 500 euro al mese)e il problema è risolto,chiedetelo a monti e vedrete che anche lui è d'accordo

Giorgio5819

Mar, 03/09/2013 - 17:14

A sinistra non si preoccupano certo di trovare coperture preventive,innanzitutto perchè non sono capaci di fare i conti, in seconda analisi perchè anche questa sparata serve solo a tamponare la figura meschina che stanno facendo agli occhi del mondo pensante, e infine perchè, eventualmente, dopo aver fatto altri buchi nel bilancio farebbero l'unica cosa di cui sono capaci: aumentare le tasse! Ma c'è ancora qualcuno in Italia che crede alle panzane dei sindacalisti...?!

LAMBRO

Mar, 03/09/2013 - 18:09

E' INUTILE FARE PROCLAMI DI INVESTIMENTO SE NON RIFORMIAMO IL NS SISTEMA!!!! GLI IMPRENDITORI DELOCALIZZANO O NON INVESTONO IN ITALIA PERCHE' ABBIAMO UN SINDACATO E UNA MAGISTRATURA GIURASSICI ; FERMI A 70 ANNI FA!!! CHE INCHIODANO IL PAESE CON CAVILLI E PARTIGIANERIE!!! MENTRE IL MONDO MARCIA SULL'ONDA DELLA GLOBALIZZAZIONE!! SE NON CRESCIAMO NONOSTANTE CHE L'EUROPA CRESCA CI SARA' UN MOTIVO!!!

kororev

Mar, 03/09/2013 - 18:27

Mah Brunetta, che dici, magari si poteva cominciare dal lasciare l'imu sulle prime case dei benestanti, qualche miliardo si recuperava. E' talmente evidente che le priorità erano altre....ma per assecondare le sparate del capo fatte in campagna elettorale l'interesse nazionale vien messo in secondo piano (come sempre)..... P.S. però mettetevi d'accordo sui sindacati! leggo tra i commenti che sono nemici degli imprenditori, però gli stipendi dei dipendenti sono i più bassi d'europa....Se gli imprenditori scappano dall'italia non è certo per i sindacati: è perchè il costo del lavoro e dell'energia è altissimo, perchè la burocrazia è lenta e inefficiente, perchè un contenzioso civile dura mediamente molti anni...Questi sono i problemi, sveglia! Ad una azienda di grosse dimensioni cosa volete che interessi dell'art. 18?

Ritratto di sgnorrossi

sgnorrossi

Mar, 03/09/2013 - 18:27

non capisco l'astio a senso unico verso i sindacati nei commenti, cioè...ok l'astio ai sindacati ma allora anche a confindustria...mi pare che sia proprio il modello di relazioni e tutela del lavoro che vada riformato, da tutte e due le parti. e se tutte e due le parti dicono "tassiamo meno il lavoro di capitalisti e dipendenti" mi pare una buona notizia, poi magari i soldi non si trovano ma magari provarci va bene, tanto è 30 anni che ci viene promesso di tutto e di più, almeno questa è un'idea sensata...

Ritratto di mark 61

mark 61

Mar, 03/09/2013 - 18:36

"Non ci sono le risorse" sono andate tutte nell'IMU e nelle tasche dei brunetta di turno CONTENTI

Stella

Mar, 03/09/2013 - 19:33

Le risorse? Ma ci pensa il Bildelberg Club altrimenti che ci sta a fare? Questa crisi tragica per milioni di persone è stata un gioco di "Monopoli" per i membri di quel Club quali fra gli altri Enrico Letta, Monti, Prodi ecc. Quando "vogliono" i soldi o le risorse le trovano perchè i "padroni" del Bildelberg Club sono anche i padroni dei soldi, cioè "battono" moneta per le nazioni di tutto il mondo o quasi tutto! Strano che Brunetta non lo sappia! Ma che bel teatrino!

flashmen

Mar, 03/09/2013 - 23:45

Fatto sta che i komunisti sono sempre stati contro tutti i "padroni" senza rendersi conto che ci sono "Padroni" che fanno anche gli "interessi" dei lavoratori facendo prosperare l'azienda, e "padroni" che usa l'azienda come una vacca da mungere. Se il "Padrone" ha veramente a cuore l'azienda cerca farà il possibile per farla prosperare; certo, cercherà di attorniarsi di gente (operai ed impiegati) bravi e motivati, tralasciando (anche licenziando) chi non gli sembra adatto al lavoro in azienda. Solo così potrà dare continuità di lavoro - ovviamente supportato anche dai clienti, dai fornitori e dalle banche e perché no, da eventuali contributi pubblici (per quel poco che c'è) - ai propri dipendenti. Ci si deve ricordare che se chiude un'azienda non sono solo i propri dipendenti o collaboratori a stare a casa, ma ci sono anche i fornitori che non trovano sbocco per i loro prodotti, i clienti (immaginiamo che l'azienda lavori prodotti particolari), avremo minori consumi di gas, energia elettrica, telefono, acqua (gli unici ad essere contenti saranno i verdi - minor inquinamento?), minori contributi sindacali e minori tasse da pagare. Quindi quando un'azienda chiude è una sconfitta per tutti.