La7, oggi le offerte dei quattro pretendenti

Oggi pomeriggio si saprà quali offerte sono arrivate sul tavolo dell'advisor Mediobanca per Ti Media, ossia per i canali La7 e Mtv e per le frequenze del digitale terrestre di Timb. E anche se Mediobanca non commenta le indiscrezioni, ci sarebbero quattro offerte, che saranno poi valutate dal board di Telecom Italia in programma giovedì prossimo. Dopo la ritirata dei colossi Mediaset e Sky, in gara sarebbero rimasti Cairo Communications che è titolare del contratto pubblicitario di La7, Hutchison Whampoa la società cinese proprietaria del gestore mobile «3», Discovery Channel e i tedeschi di Rtl. Per «3» l'obiettivo potrebbero essere le frequenze televisive dato che il gestore mobile ne ha già e potrebbe forse convertirle in telefoniche. Per le frequenze ci potrebbero essere anche altre società interessate come Ei Towers o Abertis. Mentre il fondo Clessidra che fa capo a Claudio Sposito non ha ancora sciolto le riserve sulla presentazione di una offerta per i canali tv. Quanto alle valutazioni ce ne sarebbe una complessiva per circa 500 milioni (che comprende anche il debito). Ce ne sarebbero però anche altre. Quella da 200 milioni (senza debito) fatta dagli advisor (oltre a Mediobanca c'è anche Citigroup) sarebbe troppo alta per i soggetti interessati. Ci sarebbe anche la perizia fatta da Ernst & Young, pari a 81,3 milioni di euro. Un valore che tiene conto solamente della newco La7, controllata al 100% da TI Media e che ha possiede La7 e il 51% di Mtv, oltre a debiti per circa 122 milioni di euro. C'è anche già un'offerta concreta per 150 milioni e arriva dal finanziere Alessandro Proto che dichiara di avere in portafoglio investitori. Il presidente di Telecom Franco Bernabè ha comunque già dichiarato che La7 non sarà ceduta a qualsiasi prezzo e che verranno valutati con attenzione i progetti industriali delle società interessate.
Il titolo Ti Media in Borsa nell'ultimo mese è salito di quasi il 50% in maniera particolare dopo le indiscrezioni che davano Mediaset interessata all'affare. Ma la società del biscione ha smentito, ritenendo La7 un cattivo affare dato che ha sempre generato perdite elevate per i suoi azionisti.