Tokio, meno fisco per crescere di più

Giù l'aliquota del 38% pagata dalle grandi aziende. Obiettivo: attrarre capitali stranieri e attutire il rincaro dell'Iva

I suoi detrattori, e non sono pochi, cominciano a pensare che Shinzo Abe sia come quei medici che le tentano proprio tutte pur di rianimare un infartuato. Non contento dei risultati finora ottenuti, il premier giapponese intende ora irrobustire la terza freccia della cosiddetta Abenomics, quella che prevede liberalizzazioni, riforme del mercato e riduzioni delle imposte. Se gli steroidi della liquidità non bastano a tacitare chi considera impossibile coniugare un'inflazione al 2% con tassi bassi sul lungo periodo, ecco allora farsi strada l'idea di tagliare le tasse alle grandi aziende, un autentico macigno sulle spalle della Corporate Japan costretta a versare al fisco oltre il 38% dei propri proventi.
Il prosciugamento dell'aliquota su livelli più umani dovrebbe permettere alle imprese di avere più risorse a disposizione, magari da destinare alle assunzioni e agli investimenti. Ma non solo. Abe, che ha affidato il progetto a un team di tecnici per valutarne la fattibilità, punta anche ad attirare capitali stranieri e ad attutire l'inevitabile colpo di maglio che arriverà dal previsto incremento dell'Iva. Tokio dovrà decidere, al più tardi entro ottobre, se procedere davvero con un primo inasprimento, dal 5 all'8%, a partire dal prossimo aprile, cui far seguire, nell'ottobre 2015, un ulteriore aumento di altri due punti. La manovra, oggetto di forti polemiche così come in Italia, presenta tuttavia forti rischi.
Il più evidente è una contrazione dei consumi. Logico, dunque, procedere con cautela. Anche perché il Giappone, dopo un andamento talmente brillante nel primo trimestre da far gridare al miracolo (+3,8% su base annua), ha accusato un rallentamento della crescita tra aprile e giugno (+2,6%).

Il rincaro dell'Iva è però una misura che il governo nipponico difficilmente potrà evitare, trattandosi di un provvedimento di natura fiscale destinato alla riduzione del disavanzo.
È quanto i mercati si aspettano da un Paese seduto sopra la polveriera del suo gigantesco debito pubblico, pari al 245% del pil, per buona parte generato dalla recessione dei primi anni '90 e dall'invecchiamento della popolazione. In attesa di meglio valutare gli effetti dell'Abenomics, le agenzie di rating non hanno fatto finora sentire il fiato sul collo a Tokio. Gli ultimi downgrade risalgono ormai al periodo febbraio-maggio 2012, benché l'outlook negativo rappresenti una spada di Damocle pronta a calare in qualsiasi momento.
Nonostante il taglio alle tasse sulle grandi imprese sia per il momento scritto solo sull'acqua, l'indice borsistico Nikkei è salito ieri di quasi il 2,6% a 13.867 punti dopo avere toccato, nella seduta di lunedì, i minimi dal 27 giugno.

Dall'inizio dell'anno il Kabutocho ha messo a segno un guadagno del 30%. A beneficiare dell'ondata di acquisti sono state, ovviamente, alcune big del listino asiatico come Toyota, Sony e Canon, le più dirette interessate all'eventuale alleggerimento fiscale. Anche i venti di ripresa che soffiano (per la verità in modo molto lieve) su Eurolandia dovrebbero contribuire a migliorare i bilanci delle big Japan. Particolarmente atteso è il dato di oggi sul pil nell'Eurozona nel secondo trimestre, che potrebbe sancire l'uscita dalla recessione dopo sei trimestri di contrazione se sarà confermata la crescita dello 0,2% stimata dagli analisti.

Commenti
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giorgio.peire

Mer, 14/08/2013 - 09:35

Perchè non impariamo da loro, e non da altri Paesi a noi simili???

ZannaMax

Mer, 14/08/2013 - 10:38

Che dire. Beati loro. Peccato che non so il giapponese!

franco@Trier -DE

Mer, 14/08/2013 - 10:43

loro lo possono fare perchè non hanno da mantenere quei politici che prendono cappellate di stipendi, i giapponesi sanno lavorare con onore invece i politici italiani sanno rubare con onore e destrezza.

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CADAQUES

Mer, 14/08/2013 - 10:44

Noi a 23 anni di distanza dalla caduta del Muro di Berlino vogliamo sovvertire lo stato parassita di Jagoda, Ezov e Beria sopra la pelle dei Lavoratori. Vogliamo mettere a tacere per sempre i servi di regime che con la menzogna hanno insozzato il Paese, lo hanno strangolato con la bassezza e la violenza... VOGLIAMO LA LIBERTÁ DAL RIVOLTANTE OPPRESSORE. Come é successo in tanti Paesi al mondo e pure in Cina vogliamo che cada anche in Italia il mafioso Muro di Berlino dei violenti, dei falsi, dei parassiti sopra la pelle dei Lavoratori.

waaw33

Mer, 14/08/2013 - 10:50

E' un populista che riduce le tasse ai richhi e aumenta l'IVA che renderà i poveri ancora piu' poveri. E comunque il Giappone ha un economia solida, L'italia sola o nell'euro non vale niente comuqnue. Siamo inaffidabili per tutti e quindi cio' che funziona altrove da noi non funziona. Non investe nessuno in un paese di pulcinella dove tutti sono furbi o si credono tali.

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Reinhard

Mer, 14/08/2013 - 11:09

Che schifo, il Giappone cresce del 2,6%, mica come noi che stiamo esultando per un -0,2% :D PS: L'aumento dell'IVA serve per ridurre il disavanzo... Abe ha ragione, diciamolo pure a quelli che da noi non la vogliono aumentare!!! Delle tante tasse infami che hanno messo, l'aumento IVA è l'unica cosa sensata da fare!

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lorenzo74

Mer, 14/08/2013 - 11:28

Sembrerebbe una cosa intelligente, ma da noi sarebbe come dare ragione a Berlusconi, quindi non si può fare, ordini del partito.

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Goldglimmer

Mer, 14/08/2013 - 11:37

L'economia giapponese una volta era la più forte del mondo. Era quando investivano soldi in giro per il mondo mentre non accettavano investimeti stranieri nel loro paese. Il capitale straniero è come la medicina, usandola per un breve periodo fa bene ma usandone troppa ed a lungo termine è veleno. Quest'uomo porta il Giappone dritto dritto in rovina.

canaletto

Mer, 14/08/2013 - 13:36

I GIAPPONESI L'HAN CAPITO SUBITO, PER NOI QUESTA COSA E' TROPPO OSTICA. NEGLI ULTIMI 50 ANNI (DAL 63 IN POI) LA SINISTRA SI E' INGRASSATA TROPPO LE TASCHE CON I NOSTRI SOLDI E ADESSO VOGLIONO FARCI AFFOGARE PER NON FARE MEA CULPA E MACCHINA INDIETRO.

Giangi2

Mer, 14/08/2013 - 14:04

Ma se da noi la camusso dice che togliere l'imu sulla prima casa agevola solo i ricchi. Come se tutti i proprietari di case fossero dei capitalisti. Pure sulle seconde e terze case pensano che tartassandole paghino i capitalisti, io credo che al rinnovi dei contratti di locazione a pagare saranno sempre e solo i pezzenti, con buona pace di epifanio epifani e cama-camusso

Giangi2

Mer, 14/08/2013 - 14:07

Ridurre le tasse da noi e' contro la costituzione, contro il popolo e contro l'Europa.

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stock47

Mer, 14/08/2013 - 15:31

Il premier giapponese ha capito come fare andare avanti il Giappone. L'unica è la ricetta liberista e nazionalista. Soldi propri e scarsa incidenza del fisco sulle imprese. Certamente non sempre questa ricetta dà gli stessi risultati, fa parte dei rischi del mercato l'andamento ondivago in su e in giù. Tutto sta nel sapere trovare il momento giusto dell'onda e Abe ci sta riuscendo in pieno.