Whirlpool controcorrente: dalla Svezia al Varesotto

La multinazionale Usa chiude una fabbrica in Scandinavia per concentrare la produzione di microonde in Lombardia

Whirlpool chiude in Svezia e si concentra sull'Italia. Sembra un paradosso, in questo momento di crisi, ma è quanto accadrà nel sito produttivo varesino della multinazionale americana degli elettrodomestici che nel 2012 ha fatturato 18 miliardi di dollari (13,3 miliardi di euro). Ieri il gruppo ha infatti annunciato l'intenzione di chiudere l'impianto di Norrköping e di concentrare la produzione di forni a microonde da incasso a Cassinetta di Biandronno, in provincia di Varese. Si tratta della fase realizzativa del piano industriale annunciato a giugno da Davide Castiglioni, vicepresidente esecutivo di Whirlpool Emea. Cassinetta di Biandronno diventerà il polo tecnologico europeo dell'elettrodomestico da incasso per la multinazionale. A questo scopo vi saranno trasferite le produzioni dei frigoriferi (ora a Spina di Gardolo in provincia di Trento) e dei forni a microonde che saranno pertanto spostati dalla Svezia. Whirlpool ha pianificato un investimento di 245 milioni fino al 2018 per l'hub varesino che attualmente occupa circa 2mila dipendenti (inclusi i centri di ricerca) e che progressivamente dovrebbe riassorbire anche 300 esuberi. «L'assetto produttivo attuale dell'incasso non è più competitivo. Questo piano ci aiuterà a migliorare la nostra posizione sui costi, e creerà consistenti economie di scala», ha dichiarato Castiglioni preannunciando l'apertura di un tavolo sindacale a Norrköping. Ma un'analoga procedura dovrà essere attivata anche in Lombardia. Anche se la Regione ha avviato per il distretto dell'elettrodomestico del Varesotto un pacchetto di sostegno alla ricerca e alla competitività, resta il problema del lavoro. Il settore del «bianco» è in crisi in tutta l'Europa Occidentale e in Italia hanno già pagato pegno sia Indesit che Electrolux. Il sindacato, perciò, è su posizioni attendiste. «In Whirlpool ci sono i contratti di solidarietà», ricorda Stefania Filetti, segretario generale della Fiom-Cgil di Varese, aggiungendo che «ora vogliamo capire cosa ci proporrà l'azienda: i dipendenti hanno già fatto il possibile per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro e l'eliminazione degli sprechi». La disponibilità a ulteriori sacrifici pare abbastanza ridotta. «Siamo sempre in una situazione difficile - rimarca Filetti - e non siamo disposti a piegarci a dettami politici». Occorre ricordare, però, che Whirlpool ha un sito produttivo anche in Polonia dove il costo del lavoro è sicuramente inferiore a quello italiano. Come molte grandi aziende del nostro Paese hanno già sperimentato.