«Si sono incontrati alcuni giorni dopo la bomba senza i telefoni», sono queste le parole che deflagrano dentro le mura della Procura di Roma.A pronunciarle è Natalia Potenza, l’ex compagna del faccendiere Valter Lavitola in riferimento a un appuntamento tra quest’ultimo e Sigfrido Ranucci, vittima dell’attentato. Quella di ieri è stata la possibile giornata chiave nell’affaire Lavitola-Ranucci. Alle 10 in punto Natalia, compagna negli ultimi anni del faccendiere, ha varcato la stanza del pubblico ministero Edoardo De Santis. Nove ore di interrogatorio, per dire tutto quello che sapeva circa il mondo economico del faccendiere. Accompagnata dalla sorella Andrea, che recentemente ha preso con lei le redini della società a cui fa capo il Cefalù Bistrot, non ha rilasciato dichiarazioni né prima né dopo aver parlato con gli inquirenti, scegliendo un profilo basso, di chi ha scelto di dire tutto quello che sa circa il rapporto tra la vittima e il mandante. Un confronto lunghissimo, nel corso del quale la donna avrebbe ricostruito soprattutto il mondo economico e imprenditoriale del faccendiere, i suoi investimenti, le attività e i rapporti costruiti negli anni. È il momento della possibile «svolta» nell’inchiesta sull’attentato del 16 ottobre scorso ai danni dell’ormai ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci, che da tempo abbiamo scoperto essere amico fraterno del conduttore. Ma è anche il giorno in cui l’indagine si apre a nuovi filoni. I dossier aperti vanno dall’intreccio tra gli interessi economici di Valter Lavitola e l’attività giornalistica di Sigfrido Ranucci, passando per le società offshore di Valter. Natalia ha per questo portato con sè una mole di documenti soprattutto fiscali da mostrare al pubblico ministero.Un corposo carteggio per dimostrare, senza alcuna ambiguità, la volontà di collaborare con la Procura e mettere in sicurezza il proprio futuro e quello dei due figli. Si parte dall’attentato. E qui il racconto di Natalia va dritto al legame tra Sigrido e Valter.Quasi familiare. Natalia avanza dubbi, ricostruisce le chiamate tra Mr Report e il compagno alla vigilia dell’attentato. Però si ritira fuori: «Non sapevo nulla della bomba». E poi fa una descrizione dettagliata della notte del 4 luglio. Quando si trova in un’auto con Lavitola e ricevono la chiamata di Sigfrido. Ricostruisce l’intesa verbale, per ricevere quelle carte da Cianfoni, che lei non esita a definire la fidanzata di Ranucci. Carte che poi saranno dirottate dalla posta elettronica di Lavitola ai legali ai sui legali. E proprio sullo scambio di mail ieri si è registrato, con minacce di querele e diffide, un botta e risposta tra Sergio Cola (avvocato di Lavitola) e Giuseppe Cavallaro (difensore di Natalia). C’è un punto, un passaggio chiave nel racconto: il rapporto forte tra Ranucci e Lavitola non si esaurisce con la notizia dell’indagine. Non si vedono di persona ma le comunicazioni non si sarebbero interrotte. Passaggio importante per gli inquirenti che ora vogliono piazzare i tasselli mancanti.Ma c’è anche un altro punto centrale: i due (Ranucci e Lavitola) erano legati anche da un rapporto di tipo professionale? Per rispondere a questo dubbio è stato necessario ricostruire gli interessi economici di Lavitola, i suoi investimenti e il reticolo di affari che ruotava attorno al faccendiere. La donna ammette l’aiutino di Ranucci sull’affare in Zimbawe con l’intervista rilasciata al sito africano. Il pubblico ministero incalza: «In cambio di cosa»? Natalia ribatte: «Non penso per amicizia». Ed è proprio la durata dell’atto, insieme al materiale portato spontaneamente davanti al magistrato, a restituire un dato: Potenza non sembra intenzionata a sottrarsi alle domande degli inquirenti. Al contrario, pur nel silenzio assoluto mantenuto dalla Procura sul contenuto delle dichiarazioni, ciò che emerge è la disponibilità della donna a fare chiarezza su ciò che conosce. Un passaggio potenzialmente importante perché Potenza non è soltanto l’ex compagna di Lavitola.Per la vicinanza personale e per il ruolo assunto nelle attività economiche che gli sono state vicine, può rappresentare una testimone diretta di una parte di quel mondo che adesso gli investigatori stanno cercando di ricostruire.Nei vari temi toccati dalla donna c’è l’affare Carbon credit: l’affare in Zimbawe. Così come non nega l’intervento di Mr Report per definire l’operazione immobiliare con l’imprenditore Antonio Pulcini per l’acquisto dell’immobile del Cefalù. Grazie alla donna viene anche ricostruito anche il ruolo di Clesio Tavares Gomes, il factotum di Lavitola, tra operazioni «sporche» e missioni economiche in Africa. I documenti fiscali portati da Natalia conducono a società off shore. Ma anche a legami con imprenditori italiani.
