Adesso anche i potenti che hanno investito sull’intelligenza artificiale e il suo continuo e veloce sviluppo hanno “paura”. Più che altro dei timori che, evidentemente, nei primi tempi del suo sviluppo non avevano messo in preventivo. Se non si metterà un vero e proprio freno, entro 180 giorni l’IA potrebbe addirittura controllare interamente la Rete Internet.
Il piano in tre fasi
A lanciare l’allarme è il co-fondatore e Ceo di Anthropic, Dario Amodei, ha chiesto in modo mai così esplicito un “rallentamento” dello sviluppo dell’IA (prima che sia troppo tardi) e dare nuove regole. Per questa ragione è stato studiato un piano in tre fasi, dopo aver sottolineato che le versioni più potenti potrebbero potenzialmente assumere il controllo dei computer di tutta la rete entro sei mesi.
“Dobbiamo procedere con cautela nella frontiera: ho scritto un nuovo saggio sul perché l’industria dell’IA dovrebbe rallentare, con un piano in tre fasi”, ha scritto Amodei nelle scorse ore in un post su X. “Anthropic si sta impegnando unilateralmente nella prima di queste fasi”. Nel dettaglio, si tratta di valutatori integrati, coordinamento democratico e coordinamento globale. Nella prima, come dice l’espressione, ogni azienda di IA deve fornire un accesso continuo di valutatori esterni integrati che si possano occupare della verifica; nella seconda, le aziende devono coordinarsi per avere standard comuni di sicurezza e nella terza fase la coordinazione spetta ai vari Paesi.
“Rallentiamo il passo”
“Dobbiamo rallentare il passo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di intelligenza artificiale. I progressi sembreranno comunque rapidi, e dobbiamo fare un uso oculato del tempo che guadagniamo”, ha spiegato Amodei in un lungo articolo pubblicato sul proprio sito web dove, oltre a decantare l’IA e i benefici che sta già portando e porterà in futuro (si pensi al campo della salute), dall’altro lato esistono ancora molti lati oscuri, il classico “rovescio della medaglia”.
Nel suo lungo saggio, Amodei ha aggiunto che “se rallentare ci concedesse anche solo un anno o due in più prima che i modelli raggiungano livelli di capacità critici, e se usassimo quel tempo per migliorare l’allineamento, potremmo ridurre notevolmente il rischio che qualcosa vada seriamente storto. Una strategia di ritmo coordinata darebbe agli sviluppatori di IA all’avanguardia il tempo di svolgere questo lavoro vitale senza sacrificare il vantaggio commerciale o la leadership degli Stati Uniti nell’IA”.
