Arriva «Milan 7's», il rugby a sette che si gioca veloce e senza pause

Sabato all'Idroscalo il torneo, domani in campo i veterani

Il cinema, diceva un tale, è la vita senza le parti noiose. Bene: il Seven è il rugby senza le parti noiose. Stesso campo, stessa palla, più o meno stesse regole. Ma via dal campo quei piloni da centoventi chili, via quelle mischie e ruck a ripetizione che deliziano il palato degli intenditori ma fanno abbioccare il comune mortale. E soprattutto partite corte come lampi: sette minuti per tempo, tirati a mille all'ora tra placcaggi secchi come fucilate e passaggi da globetrotters.

Tutto questo è il rugby Seven, ovvero a sette giocatori, che il vasto mondo ha potuto conoscere l'anno scorso quando ai Giochi di Rio ha riportato la pallaovale alle Olimpiadi; e che sabato prossimo andrà in scena, con l'inevitabile contorno di fiumi di birra, al campo dell'Asr Milano all'Idroscalo. Un torneo in una manciata di ore: al mattino le qualificazioni, la sera - una volta superate le ore della canicola - le finali per il Trofeo Silver (in palio tra le sconfitte nelle pool mattutine) e poi il Gold, riservato alle prime e seconde delle qualificazioni. Nel ruolo dei favoriti, i Pizzicadoress, la squadra milanese che quest'anno ha vinto tutti i tornei in cui si è presentata: il club è nato su iniziativa di un gruppo di giovani rugbisti milanesi che durante la stagione autunno-inverno combattono in varie squadre nel vecchio, caro rugby a 15 giocatori: e che, finite e smaltite le fatiche del campionato, si dedicano al Seven e ai suoi tempi fulminei. Otto le squadre divise in due gironi: spettacolo garantito e ingresso gratuito (la birra si paga, eh).

Si potrebbe discutere a lungo se il Seven rispetti in pieno lo spirito classico del rugby. Di sicuro viene meno ad una delle essenze classiche del rugby, ovvero la sua democraticità, ovvero la sua apertura ad atleti di qualunque conformazione fisica: dallo smilzo, all'energumeno, al sovrappeso. Qui per atleti non perfettamente coordinati, o dalle risorse di velocità limitate, c'è poco spazio. Ma il Seven si fa perdonare, perchè è molto divertente da giocare e da guardare, ed è facilmente comprensibile anche ai profani, quelli che davanti a una partita tradizionale si arrovellano in continuazione per capire le decisioni dell'arbitro: senza sapere che esse spesso risultano oscure anche ai veterani, i quali però fingono di averle intese perfettamente.

Il primo «Milan 7'S» verrà preceduto venerdì sera da un torneo per rugbisti vecchi e seguito domenica da una competizione riservata alle femmine. Il campo di gioco è il «Curioni», in circonvallazione Idroscalo 51, trecento metri dopo essersi lasciati l'aeroporto sulla destra.

LF