Casa Pound contesta Sala per Expo I centri sociali assediano il Comune

I violenti del Cantiere si scontrano in piazza con la polizia

Portoni chiusi e consiglieri «blindati» per sicurezza dentro Palazzo Marino. Piazza Scala e piazza San Fedele bloccate e controllate da decine di agenti. Pomeriggio ad alta tensione ieri in Comune, fuori si erano radunati gli antagonisti che fanno riferimento al centro sociale «Cantiere», nello stesso momento in aula una trentina di militanti di Casapound hanno inscenato una protesta sventolando volantini e chiedendo le «dimissioni» al sindaco. «Dopo una campagna elettorale fondata su onestà e trasparenza Sala si trova ora indagato per falso in atto pubblico e turbativa d'asta su Expo» il motivo della contestazione. L'atmosfera in aula si scalda, il consigliere di Sinistra x Milano Paolo Limonta si agita e grida «fascisti», qualcuno risponde con il saluto romano. Anche il capogruppo di Milano in Comune Basilio Rizzo si avvicina ai banchi del pubblico e litiga coi militanti di destra. Una decina di vigili intervengono per allontanarli dal consiglio, ma in quel momento una delegazione dei centri sociali sta entrando in Comune per consegnare alla giunta la petizione per dare la residenza ai profughi presenti in città. Scattano insulti e spintoni, interviene la polizia. Per evitare lo scontro gli esponenti di CasaPound vengono tenuti dentro al Palazzo, con i portoni chiusi. . «Tutto questo non è tollerabile! Noi chiediamo dritti e dignità, ci troviamo fascisti e polizia, vergogna!» protestano i no global. In piazza Scala viene creato un cordone di sicurezza. Intorno alle 19 gli esponenti di destra vengono scortati all'esterno e accompagnati nel palazzo comunale di via Marino, dove ci sono gli uffici dei gruppi consiliari, si opta per un'uscita secondaria passando dalla Galleria evitando il contatto tra i due gruppi. Il Cantiere assedia la zona. Sono presenti anche gli esponenti di sinistra Daniele Farina e Luciano Muhlbauer. Intorno alle 20, dopo quasi quattro ore, la situazione torna alla normalità. I consiglieri Franco D'Alfonso («Noi, Milano»), Luigi Amicone (Forza Italia), Anita Pirovano (Sinistra x Milano) e Filippo Barberis (Pd) firmano una nota per chiedere «al sindaco e alle autorità competenti di prendere tutte le iniziative necessarie ad appurare come sia stato possibile la gravissima provocazione ad opera di militanti CasaPound che hanno cercato di impedire lo svolgimento del Consiglio» e «di prendere ogni necessaria misura perché lo sfregio alla democrazia municipale non si ripeta».