«Leoncavallo, i cittadini usati come ostaggi»

«Con la permuta per regolarizzare il Leoncavallo la sinistra copre le proprie contraddizioni e usa come ostaggi i cittadini delle zone interessate allo scambio» commenta il consigliere comunale del Polo dei milanesi, Matteo Forte. «Con le audizioni dei residenti di via Wattau e via Zama, i consiglieri di maggioranza hanno insistito sul fatto che per risolvere i problemi di sicurezza, decoro e viabilità esposti basta approvare la delibera proposta dalla Giunta». Continuano le audizioni delle commissioni comunali per discutere della contestata delibera che prevede lo scambio di aree tra il Comune, che acquisisce l'area di via Watteau dove sorge l'ex cartiera occupata dagli autonomi di proprietà del gruppo Cabassi, in cambio della palazzina di via Trivulzio e dell'ex scuola di via Zama. Ieri in commissione l'audizione dei comitati di quartiere di via Zama, che attende con favore la riqualificazione del plesso scolastico diventato terra di conquista di homeless e sbandati e dei residenti di Greco, che da anni chiedono il ripristino delle legalità nella zona. In particolare i residenti contestano i volumi eccessivi per i concerti e i disagi connessi al traffico.

Ma la polemica sul Leoncavallo si è spostata anche nella maggioranza, con il consigliere di Sel Luca Gibillini: «Il Leoncavallo non può e non deve essere in nessun modo associato a questioni di Sicurezza o ordine pubblico. Chi lo fa o è De Corato o non capisce nulla di cosa succede ed è successo a Milano negli ultimi 30 anni. Le campagne elettorali contro gli spazi sociali pensavo fossero prerogativa della destra più becera». Il vero bersaglio dell'intervento non è però De Corato (Fdi), ma il presidente della commissione sicurezza Gabriele Ghezzi (Pd) che ha convocato per venerdì la commissione Sicurezza per ascoltare Paolo Scarpis, ex questore di Milano. «Il consigliere Gibillini non era neppure nato quando il Leoncavallo ha iniziato a occupare e a intraprendere una lunga carriera di reati: farò dono al consigliere di una copia del mio dossier che raccoglie tutti i documenti che attestano le violenze e le irregolarità del centro sociale» replica De Corato.

Commenti
Ritratto di tpool2003

tpool2003

Mer, 04/03/2015 - 14:34

cari giornalisti del giornale,è ora che raccontiare al mondo i veri interessi che ci sono dietro al leonka. divulgate la storia e le peripezie immobiliari della famiglia cabassi legate alla transumanza del lenka....via lencavallo. costruita sulle ceneri del vecchio lenka palazzina venduta a peso d'oro....nuovo leonka,ceduto al comune con valore immobiliare irrilevante in cambio di due palazzine con valore immobiliare molto rilevante...zona s giulia? e zona de angeli.....ALLORA LE VOGLIAMO DIRE GIUSTE LE COSE O ANDIAMO AVANTI A PRENDERCI X I FONDELLI??