«Scuola? Noi siamo contro le eccellenze»

Nuova polemica sulla scuola elementare San Giusto, considerata un'eccellenza dell'istruzione primaria. Il Comune intende alienarla allo Stato, ritenendola troppo costosa. Contraria, invece, l'assessore regionale all'istruzione Valentina Aprea

Un'eccellenza per pochi, dunque va alienata. Un'eccellenza, quindi va difesa.

Pare la storia del bicchiere mezzo e mezzo vuoto quella che vede schierati su due fronti diversi il Comune, con l'assessore all'Educazione Francesco Cappelli e la Regione con la «collega» Valentina Aprea. La questione è quella della scuola elementare San Giusto, l'unica primaria comunale che funziona bene, con liste di attesa e sempre più iscritti, con risultati Invalsi superiori alla media lombarda e che però Palazzo Marino vorrebbe alienare allo Stato. Una decisione contro la quale si sono schierati i genitori che, conti alla mano, vogliono dimostrare che tutto il risparmio che il Comune ipotizza col passaggio allo Stato non sarebbe concretizzabile.

Ieri c'erano anche loro in commissione Educazione per poter dire la loro. Ma non ne hanno avuto la possibilità perché non hanno avuto la parola. Ha rincarato invece la sua posizione l'assessore Cappelli: «Sono contro le eccellenze, soprattutto nel mondo della scuola». Suonano forte le sue parole rispondendo al fuoco di fila degli interventi dell'opposizione che chiedono perché per «risparmiare» bisogna partire da una scuola che funziona? «Allarghiamo il discorso a tutte le civiche allora - propone Mariolina Moioli ex assessore Pdl all'Educazione - E perché non considerare anche la scuola di via Paravia, frequentata solo da bambini figli di stranieri dove vengono tenute in piedi solo due classi. C'è disponibilità a ad aprire San Giusto a Paravia che è lì vicino?».

Riparliamone, chiedono in molti. Da destra ma anche da sinistra. David Gentili del Pd parla di «disponibilità al confronto» mentre Anita Sonego di Fds dice: «Se crediamo nella partecipazione non possiamo farla su cose già decise». Ma l'idea del nuovo assessore all'Educazione è chiara e pare decisamente definita: «No alle isole di eccellenza che poi non possono essere riprodotte. La scuola pubblica deve rispondere alla eteregeneità della domanda con la massima eterogeità dell'offerta, e la San Giusto ha una dotazione di personale che non ha paragoni. Non è la nostra una decisione punitiva né ideologica - ha dovuto poi argomentare - credo fortemente in una offerta integrata e diffusa sul territorio». Ha ripetuto che a suo parere è sbagliato creare dei poli di eccellenza «come succede per gli ospedali considerati i migliori dove tutti sanno di poter essere curati meglio».

«Faccio fatica a comprendere - è la replica dell'assessore regionale all'Istruzione Valentina Aprea - la posizione e la decisone presa dal Comune di Milano di cedere la scuola San Giusto, una vera eccellenza per il sistema dell'istruzione primaria di Milano. Un'istituzione che andrebbe difesa e salvaguardata dal Comune proprio per la sua unicità nel panorama delle scuole primarie milanesi. Da sempre ho tutelato e incentivato, per quanto è possibile, le eccellenze. Come amministratore ritengo sia indispensabile il trasferimento delle buone prassi per il miglioramento di tutti i servizi ai cittadini.

Trovo singolare che l'assessore Cappelli dichiari, simultaneamente, la San Giusto un fiore all'occhiello, evidenziandone l'assoluta originalità del metodo didattico unico, e, allo stesso tempo, la consideri un problema per le altre scuole del territorio». «Se la decisione assunta dal Comune di Milano fosse di natura ideologica - ha continuato Aprea - sarebbe un fatto molto grave. Intanto voglio assicurare la vicinanza istituzionale, mia e del consigliere regionale Altitonante, alle famiglie degli alunni che stanno opponendosi a questo passaggio, manifestando una forte resistenza a questo inspiegabile cambiamento. Con i miei uffici sto valutando se, concretamente, Regione Lombardia possa intervenire su questa vicenda». La discussione poi è seguita in consiglio comunale.

Commenti

papifabio

Mar, 16/04/2013 - 12:45

Ho dato un'occhiata al documento redatto dal comune di Milano da dove si evince che la S. Giusto costa circa 7550 euro a bambino mentre il costo medio per bambino di una statale è di 6500 euro. Peccato che la media della S. Giusto sia fatta sul bilancio 2012 e quella Statale su dati del 2006. Mi auguro sia stata fatta una rivalutazione al 2012 del costo statale, viceversa il costo per bambino di una scuola Statale rivalutato (vedi sito Istat per rivalutazione) sarebbe di circa 7400 euro....e cioè in linea con quello della San Giusto. Ma non posso pensare che il caro Assessore non abbia fatto un calcolo così banale.

angelomaria

Mar, 16/04/2013 - 16:30

lasciamoli asini se questo e'quello che vogliono l'educazione e'una parte troppo importante nella vita dei giovani se non lo capiscono lasciategli pagare il prezzo quando si ritroveranno adulti senza una specializzazione o ciltura si divertiranno se fortunati a pulire cessi o ascaricare ai mercati generali senza istruzione non andrete da nessuna parte pigri e svogliati di nascita e voi sareste il nostro futuro ahahahahasinelli

Tom Hagen

Dom, 21/04/2013 - 19:03

Serena Coppetti, continui il suo monitoraggio. Non permettiamo che queste notizie cadano nel dimenticatoio. L'educazione scolastica è il nostro investimento per il futuro. Sallusti diamo più risalto e più spazio a queste notizie, investa su questi giornalisti, che hanno a cuore il nostro bene più prezioso