«Porteremo alla Biennale la nuova Scuola di Atene»

Da Milano un gruppo di artisti rivisita l'affresco di Raffaello: giovani imprenditori al posto dei filosofi

Non solo Expo. Un ponte virtuale tra Milano e Venezia, città lagunare dove i primi di maggio inaugurerà la 55ma Biennale d'Arte, è stato battezzato nei giorni scorsi in Foro Buonaparte, negli spazi dello showroom Lualdi. Dalle vetrine, ma ancor meglio entrando, sono visibili al pubblico gigantesche tele che raffigurano i dettagli di un'opera molto cara ai milanesi: la Scuola di Atene di Raffaello Sanzio, il cui cartone è conservato nelle sale della Pinacoteca Ambrosiana. I pannelli esposti sono l'anteprima della più interessante proposta italiana a Venezia, e che reca il titolo di «Italia Docet».

Ideatore del progetto è l'editore milanese Leonardo Rotatori, presidente dell'Italian Art Motherboard Foundation, che ha coinvolto un team di artisti in un ideale «Cantiere per Rinascimento»: vale a dire un'opera globale che parli del presente e del futuro del Paese attraverso la rivisitazione di un'icona della cultura umanistica e politecnica. L'affresco raffaellita, presente nella Stanza della Segnatura, rappresenta infatti i più celebri filosofi e matematici dell'antichità intenti nel dialogare tra loro, all'interno di un immaginario edificio classico, incarnando un vero e proprio monumento alla ricerca razionale. Gli artisti del progetto «Italia Docet», il cui capofila è il pittore milanese Federico Guida, rappresenteranno con una serie di tavole («frammenti») una moderna edizione della Scuola di Atene sostituendo i personaggi dell'affresco con personalità della nuova imprenditoria italiana; quella che non piange sulla crisi ma guarda al futuro globale con dinamicità e ottimismo. Un gruppo di imprenditori e manager ha in questi mesi già aderito a prestarsi da modello per una mostra che, dopo la Biennale veneziana, diventerà itinerante non soltanto negli spazi dell'arte ma anche nei luoghi della società civile. Oltre al pittore Guida - che ha elaborato formalmente il progetto ispirandosi in modo scientifico ai dettagli del cartone raffaellita - sono coinvolti nel progetto artisti italiani e stranieri come Revati Sharma Singh, Chidi Kwubiri, Edosa Ogiugo, Kolade Oshinowo, Sam Ovraiti, Agostino Arrivabene, Vanni Cuoghi, Pierpaolo Curti, Ilaria Del Monte, Fulvio Di Piazza, Fabrizio Dusi, Tamara Ferioli, Alessandro Papetti, Simone Pellegrini, Dany Vescovi, Roberto Coda Zabetta.

«L'idea è quella di un'opera corale - spiega Rotatori - capace di accogliere artisti, pubblico e testimonials, stimolando il dialogo tra la cultura rinascimentale e l'artista contemporaneo sempre più globale. La “Scuola di Atene” di Raffaello, scelta come matrice, si presta a differenti letture, capaci di molteplici nuove narrazioni e relazioni, permettendo agli artisti contemporanei di aggiungere e attualizzarne gli elementi peculiari; stessi elementi, differenti maestri, altra audience».

Ognuna delle opere realizzate dagli artisti costituirà il frammento di un nuovo grande «affresco» che racconterà la cultura da cui nasce il cosiddetto «made in Italy». E l'epicentro non poteva che essere Milano, città che forse più di tutte nel Novecento ha lasciato esempi eccellenti di cultura d'impresa.