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Governo

Meloni: “Oltre 60 miliardi per proteggere gli italiani dai rincari”. E punta sulle imprese per far crescere il Paese

All’assemblea di Assolombarda la premier rivendica la tenuta dell’economia italiana e riconosce che la crescita deve accelerare. Poi la sfida dell’intelligenza artificiale: “Possiamo dire la nostra”

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (c) , gesticola accanto al presidente del Senato, Ignazio La Russa (d), e il prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia all'arrivo all'Assemblea di Assolombarda, Milano, 12 ottobre 2026. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Oltre 60 miliardi di euro stanziati per proteggere gli italiani dai rincari energetici e una sfida ancora tutta da vincere: far crescere il Paese puntando sulla forza delle sue imprese e dei suoi lavoratori. È questo il messaggio lanciato da Giorgia Meloni all’assemblea generale di Assolombarda, in corso a Milano, dove la presidente del Consiglio ha tracciato un bilancio della situazione economica italiana, senza nascondere le difficoltà ma rivendicando la capacità del Paese di affrontare anni segnati da crisi e incertezze internazionali. “L’economia italiana ha dimostrato in questi anni di saper reggere l’urto di uno degli scenari più complessi e incerti di sempre”, ha sottolineato la premier, ricordando come i dati relativi ai primi sei mesi del 2026 indichino la possibilità di raggiungere una crescita dell’1%, in linea con le principali economie europee e, ancora una volta, oltre le previsioni. Un risultato che non basta, però, a considerare concluso il lavoro. Meloni ha infatti riconosciuto le osservazioni del presidente di Assolombarda, Alessandro Spada? No: il presidente Biffi, sul ritmo ancora insufficiente dell’economia italiana. “La crescita italiana è ancora troppo debole: ha ragione”, ha ammesso, indicando proprio nel rafforzamento del sistema produttivo una delle priorità. E se l’Italia riesce a mantenere un ruolo di primo piano sulla scena internazionale, secondo la presidente del Consiglio, il merito va innanzitutto a chi ogni giorno contribuisce a mandare avanti il Paese. “Se l’Italia è autorevole, forte, ammirata nel mondo, il merito è soprattutto delle sue imprese e dei suoi lavoratori”, ha dichiarato. Un riconoscimento rivolto a chi, anche nei momenti più difficili, continua a investire, produrre e cercare nuove opportunità.

Ha annunciato che a breve, insieme all’Unione europea, si lavorerà a una soluzione per contenere il prezzo del gas e favorire la produzione di energia. Un intervento che punta ad alleggerire i costi sostenuti dalle imprese e a rendere più competitivo il sistema industriale italiano. Una questione centrale per un Paese che, come ha ricordato la presidente del Consiglio, deve continuare a crescere e non può permettersi che il costo dell’energia diventi un freno per chi produce e investe.

Ma per consentire alle aziende di crescere, ha insistito Meloni, serve anche un rapporto diverso con le istituzioni. Lo Stato non può limitarsi a chiedere risorse al mondo produttivo, né trasformarsi in un ostacolo per chi vuole investire. Deve piuttosto accompagnare le imprese, sostenerne le ambizioni e considerarle alleate nello sviluppo economico. Una visione che la premier ha rivendicato con chiarezza, sottolineando come l’industria abbia bisogno di un interlocutore capace di favorirne la crescita e non di considerarla soltanto un soggetto da tassare o controllare.

Tra le questioni centrali anche quella energetica, che continua a pesare sui bilanci delle famiglie e sulla competitività delle aziende. Meloni ha ricordato gli oltre 60 miliardi stanziati per proteggere gli italiani dagli aumenti dei prezzi, tornando inoltre a criticare il sistema europeo Ets, che a suo giudizio produce squilibri e rischia di penalizzare il tessuto industriale. Un tema particolarmente sentito dalle imprese, chiamate a confrontarsi con costi energetici che incidono direttamente sulla capacità di competere sui mercati internazionali.

Lo sguardo della premier si è poi spostato sul futuro, e in particolare sull’intelligenza artificiale. Una trasformazione che Meloni considera potenzialmente la più radicale mai conosciuta dall’uomo, ma che non può essere affrontata lasciandosi affascinare soltanto dalle opportunità tecnologiche. Il rischio, ha avvertito, è che l’innovazione finisca per concentrare ulteriormente la ricchezza nelle mani di pochi, rendendo ancora più difficile governarne le conseguenze economiche e sociali. Eppure, proprio in questo campo, l’Italia potrebbe trovare una strada tutta sua. La premier ha indicato nella cosiddetta Physical AI, l’intelligenza artificiale applicata alle macchine, ai robot e alle linee produttive, una delle opportunità più interessanti per l’industria nazionale. Stati Uniti e Cina hanno investito enormi risorse nello sviluppo dei grandi modelli di intelligenza artificiale, ma la partita dell’automazione industriale richiede anche competenze manifatturiere, conoscenza dei processi produttivi e capacità ingegneristiche. Tutti settori nei quali l’Italia può contare su un patrimonio consolidato. Non si tratta quindi di rincorrere le grandi potenze tecnologiche sul loro stesso terreno, ma di valorizzare ciò che il sistema produttivo italiano sa già fare. Portare l’intelligenza artificiale nelle fabbriche, migliorare i processi industriali e rafforzare la competitività delle imprese: è questa, secondo Meloni, la strada per trasformare una rivoluzione tecnologica in un’occasione concreta di crescita.

Il messaggio che arriva da Milano è dunque quello di un’Italia che ha saputo resistere alle difficoltà, ma che adesso deve trovare la forza di accelerare. E per farlo, nella visione della premier, servono investimenti, innovazione e soprattutto un’alleanza più stretta tra Stato, imprese e lavoratori.

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