Touring, il presidente incontra i volontari «Siete un esempio di impegno pubblico»

Da dieci anni, con il progetto «Aperti per voi» accessibili 19 beni culturali

Marta Bravi

È andato a casa loro, nella storica sede di Corso Italia 10, per ringraziarli di persona. Nella sua giornata di visite a Milano, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver visitato il nuovo campus dell'Humanitas e il Mudec, ha voluto incontrare una delegazione di volontari del Touring Club Italiano, l'associazione nata 123 anni fa per promuovere i valori del turismo responsabile e sostenibile e per diffondere la conoscenza dei tesori italiani. Sono 1200 in tutto il paese, infatti, i volontari che da una decina d'anni, grazie al progetto «Aperti per Voi», accolgono i visitatori in 72 luoghi di cultura altrimenti inaccessibili o con forti limitazioni di orario. Nella nostra città si contano 19 siti «presidiati» dai volontari dall'Antiquarium «Alda Levi» all'Archivio di Stato, dalla Basilica di Santa Maria presso San Satiro alla Basilica di San Vittore al Corpo, dalla Casa Museo Boschi Di Stefano a Casa Verdi, dall'Orto Botanico Città Studi a Palazzo Litta. A Roma il Palazzo del Quirinale, residenza del Presidente, che dal 2015 ha totalizzato 290mila visitatori: «Sono grato al Touring per il contributo che sta dando per far conoscere il Quirinale» e per aprire «la casa degli italiani a coloro che vengono a visitarla». «La vostra sede - ha commentato il Capo dello Stato - è stata realizzata con il contributo di tanti e attesta la lunga storia che il Touring presenta. È un bene comune geneticamente perché costruito dal lavoro di tante persone, ed è un esempio di come si possa intendere una gratuita e generosa partecipazione alle sorti comuni». Mattarella è stato salutato da un lungo applauso dei volontari, dei soci e dello staff.

Il presidente del Touring, Franco Iseppi, ha colto l'occasione ufficiale per spiegare le linee programmatiche del suo mandato, incentrate sull'educazione dei giovani, sulla formazione dei nuovi italiani e sulla diffusione del patrimonio storico culturale delle Guide Rosse. «Vogliamo sviluppare progetti per fare conoscere il nostro Paese ai nuovi italiani, intensificare la nostra presenza nella scuola e coinvolgere i giovani nella cura della bellezza e del paesaggio. Non rinunciamo ad essere produttore di conoscenza utilizzando tutte le piattaforme ideative e distributive - ha spiegato Iseppi, annunciando la volontà di digitalizzare le Guide Rosse «che rappresentano, assieme all'Enciclopedia Treccani, le due grandi operazioni editoriali del 900. Intendiamo mettere a disposizione degli italiani, anche con i moderni mezzi digitali, questo grande catalogo dei beni culturali per mantenere viva la memoria della nostra comunità nazionale».