Trivulzio, numero verde per famiglie che hanno un anziano in difficoltà

Dopo i corsi di informatica aperti all'esterno arriva il servizio di aiuto con una telefonata

La Milano solidale si è raccolta ieri attorno a una delle sue istituzioni più antiche con una cena di beneficenza che ha chiuso le celebrazioni dei 250 anni dalla morte del principe Antonio Tolomeo Trivulzio che con il suo lascito nel 1767 ha dato vita al Pio Albergo, la casa degli anziani milanesi più bisognosi. Un evento sponsorizzato da Coop Lombardia e affidato alla griffe dello chef stellato Davide Oldani a cui hanno partecipato il governatore Attilio Fontana, la vice sindaco Anna Scavuzzo, l'assessore alla Sanità della Regione Giulio Gallera, quello alle Politiche sociali del Comune Pierfrancesco Majorino e gli ex primi cittadini Gabriele Albertini, Piero Borghini, Marco Formentini e Paolo Pillitteri.

Tutte le donazioni sono state destinate alle attività agli Amici del Trivulzio, la onlus che nata nel 2016, ha all'attivo due importanti progetti: «Digital Trivulzio» per portare la tecnologia tra gli ospiti ricoverati. Grazie a una palestra informatica, infatti, gli «studenti» imparano a usare il computer, i tablet e gli smartphone. Tutor d'eccezione gli allievi delle scuole superiori. Un successo tale che il Trivulzio ha aperto le porte anche agli anziani del territorio non ricoverati che hanno seguito corsi di informatica. «Adotta un nonno» è il secondo progetto che ha l'obiettivo di aiutare e sostenere al loro domicilio gli anziani milanesi in condizioni di fragilità e solitudine che non possono accedere a forme gratuite di assistenza pubblica. Così è stato messo a disposizione di ogni casa bisognosa un'assistente familiare che fa visita ai nonni adottati e che è diventato un tutor in grado di assicurare compagnia, aiuto psicologico, ma anche uscite insieme per attività ricreative esterne.

Anche per questo ieri i 240 invitati hanno partecipato a un'asta in cui sono stati battuti diversi premi speciali come la maglia autografata del calciatore Mauro Icardi, due bottiglie magnum di Barolo e una visita esclusiva alla Scala. «La prima volta che varcai i cancelli del Trivulzio ero un bimbo e, ora come allora, il Trivulzio rimane per me una piccola, ma molto speciale città all'interno di quella grande metropoli che è Milano. Se negli anni passati Milano e il Trivulzio si sono forse allontanati - le parole di Marco Zanobio, presidente degli Amici del Trivulzio - noi desideriamo ricreare quel legame che da 250 anni fa del Trivulzio una stella speciale che brilla nel cielo della città». Tra gli eventi di quest'anno di celebrazioni, il convegno organizzato all'Archivio di Stato sul legame tra il principe Trivulzio e Maria Teresa d'Austria con una mostra che ne racconta la vita e le vicende familiari. Un'esposizione ora trasferita al Museo Martinitt e Stelline, gestito dall'azienda.

«L'entusiasmo della risposta arrivata dalle diverse realtà - spiegava ieri soddisfatto il presidente del Trivulzio Maurizio Carrara - significa che la città è pronta ad affrontare con noi un tema che sembra futuro, ma che invece fa già parte del nostro presente: la cura e il benessere dei nostri anziani che non hanno solo bisogno di avanguardia nella medicina, ma soprattutto di risposte sociali moderne. Noi ci siamo e chiediamo alle istituzioni, al mondo delle imprese, ai testimoni del terzo settore, di lavorare insieme a noi per scrivere questo nuovo capitolo di storia italiana». Con il direttore generale Claudio Sileo che nel corso della serata ha annunciato «una nuova sfida: «Pronto Trivulzio», un numero verde capace di ascoltare i bisogni inespressi delle famiglie che hanno a che fare con un parente anziano e che ci permetterà di offrire non solo servizi, ma anche risposte e soluzioni ai problemi quotidiani».