Catturata in Messico "la Padrona", il bancomat del "Chapo"

Era questa 55enne a trasformare i miliardi sporchi della coca in soldi 'puliti' e spendibili senza problemi dal boss di Sinaloa. S'interfacciava direttamente con il figlio di Guzman, per questo il suo arresto è importante e gli Stati Uniti la vogliono estradata al più presto

Tutti la conoscevano come “la Padrona” per i suoi modi bruschi e l’abitudine a dare direttive secche e da eseguire alla lettera, pena la morte. 55 anni, volto squadrato da lineamenti duri, Guadalupe Fernández Valencia è stata arrestata qualche ora fa a Culiacán, la capitale della regione messicana di Sinaloa.

Una cattura fondamentale per “seguire il denaro” – “follow the money” è l’ABC di chi indaga su narcos/mafiosi - lavato all’estero dall’omonimo cartello della droga.

Già perché “la Padrona” altri non era che “la lavatrice/bancomat” di Joaquím “el Chapo” Guzmán o, se preferite, la sua “bróker”, visto che sceglieva dove e come investire i miliardi ricavati dal traffico illecito di stupefacenti dal boss catturato il mese scorso.

Sulla Fernández da tre mesi pendeva una richiesta di estradizione di Washington per lavaggio di denaro ed associazione a delinquere per introdurre e distribuire cocaina, metanfetamine, eroina e cannabis negli Stati Uniti. Oltre ad occuparsi di finanza, “la Padrona” coordinava anche i carichi di droga da inviare negli Usa provenienti da America latina ed Asia, consultandosi direttamente con Jesús Alfredo Guzmán, il figlio più fidato del “Chapo”.

Originaria della violenta regione messsicana del Michoacán (oeste), la 55enne arrestata ieri è sorella di Manuel Fernández Valencia, attualmente in carcere negli Stati Uniti per narcotraffico. Probabile che nei prossimi mesi “la Padrona” si unisca al fratello per tenergli, suo malgrado, compagnia in cella.

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